Dem e grillini nelle relazioni di governo: "L’ideologia si unisce a disturbi psichici"

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

Nelle azioni terroristiche, la spinta ideologica interagisce con «fattori di carattere socio-psicologico» come il «disagio personale». E la strategia jihadista trasforma in armi, «specie in Occidente, anche singoli inclini alla violenza» perché la radicalizzazione assegna «dignità ideologica» a «propositi violenti alimentati da condizioni di disagio personale». E ancora, «la tattica di car jihad» rischia di diventare tecnica d'elezione di «militanti esogeni», «estremisti violenti» che sono «oltre i confini della matrice jihadista».È tutto scritto nei documenti che Pd e 5 Stelle hanno presentato nella loro esperienza di governo. Anche se ora se ne sono dimenticati. E quelle parole, guardando oggi alla strage di Modena, suonano quasi profetiche. Ma hanno anche l'effetto di smascherare infingimenti, alibi e doppi standard di chi - già all'indomani dell'azione folle compiuta da Salim El Koudri - ha fatto di tutto per escludere ogni possibile profilo terroristico dell'attacco, enfatizzando la sua laurea, come se questa escludesse di per sé motivazioni ideologiche estremiste, ed evidenziando come unica spiegazione dell'attentato il disagio psicologico del giovane, italiano di origini marocchine.Smascherano 5 Stelle e Pd quelle analisi, perché sono state messe nero su bianco, dagli attuali maggiori partiti dell'opposizione della sinistra, in quello che è il principale documento in materia: la «relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza», un testo complesso che viene presentato annualmente al Parlamento dal governo per illustrare il lavoro degli apparati posti a tutela della sicurezza nazionale.Due analisi di alto livello, quelle del 2019 e 2020 (ancora reperibili in rete) che paiono anticipare quanto accaduto a Modena. E se da un lato confermano la grande preparazione dei nostri apparati, dall'altro - sul piano politico - lette oggi attestano la disinvolte capriole della sinistra, che pare averne rimosso il contenuto. I due documenti in questione, quello del 2019 (riferito al 2018) e quello del 2020 (per il 2019) sono stati presentati entrambi dall'allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nel primo caso era il premier dei 5 Stelle con la Lega (che però non ha cambiato idea) e l'anno successivo si trovava alla guida del governo giallorosso. I grillini insomma li hanno «firmati» entrambi. I dem «solo» il secondo.