Red. sport
21 maggio 2026 11:32
Carlo Pellegatti, giornalista rossonero
Carlo Pellegatti, cronista ed esperto di questioni rossonere, ha parlato del Milan e di altri molti temi della Serie A in un’intervista rilasciata alla testata sportiva News.Superscommesse.it. Carlo Pellegatti, pensa che non ci saranno sorprese nell’ultimo turno in chiave Champions League, con Milan e Roma che vinceranno le rispettive sfide contro Cagliari e Verona? “Sono certamente favorite, la settimana scorsa il Milan sembrava la squadra più in difficoltà e la Roma quella col match più difficile davanti (il derby). Ora si è ribaltata totalmente la situazione con la sconfitta della Juventus: Milan e Roma sono favoritissime rispetto a Como e alla stessa Juve”.I rossoneri andranno avanti con Allegri anche il prossimo anno? “Non lo so, senza la Champions no. In caso di Champions, bisogna vedere se Allegri abbia o meno delle offerte: tendenzialmente vorrebbe rimanere, ma dipende dagli interlocutori che avrà in società. Considerando che, appunto, la situazione in società è incerta e in divenire”. Per quanto riguarda Tare, invece, cosa può dirci del suo futuro? “Tare sembrava già fuori, poi la vittoria di domenica gli ha ridato qualche chance. Io penso che, se Furlani rimane come amministratore delegato, possa portare D’Amico come ds; se non sarà così, chi verrà come amministratore delegato ritengo che possa portare come persona di calcio e direttore sportivo un proprio uomo di fiducia”. Due parole sull’Inter: si aspettava un impatto così positivo di Chivu, nonostante la poca esperienza ad alti livelli del giovane mister? “No, pensavo che potesse andare in difficoltà. Però, c’è da dire che quando ha incontrato dei problemi, perdendo ad esempio un paio di partite ad inizio stagione, le difficoltà sono rientrate, a differenza di quello che è successo in altre società. I dirigenti e il management fanno la differenza in tal senso, vedi il caso di Marotta e Ausilio. Quando hai dietro una società di livello, hai meno difficoltà a uscire dai problemi. Da altre parti non è così. Penso, ad esempio, al Milan, dove basta guardare gli allenatori della scorsa stagione che, ad un certo punto, sono stati lasciati soli (Sergio Conceicao lo ha anche dichiarato in una recente intervista a “La Repubblica”). Chivu è bravissimo, nessuno lo nega, ma lavorare con una dirigenza capace ed esperta fa tutta la differenza del mondo”.












