Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di essere disponibile a parlare direttamente con quello di Taiwan, Lai Ching-Te. Sarebbe la prima volta che un presidente statunitense in carica parla direttamente con quello taiwanese dal 1979, cioè da quando gli Stati Uniti interruppero i rapporti con Taiwan come parte del riconoscimento reciproco con la Cina. L’eventuale colloquio, la cui data non è ancora stata fissata, potrebbe complicare le relazioni tra gli Stati Uniti e la Cina: quest’ultima infatti rivendica come propria Taiwan, benché sia un’isola che si governa autonomamente e in maniera democratica.
Anche se gli Stati Uniti non hanno contatti formali con Taiwan, le vendono armi e la considerano una risorsa economica e strategica molto importante. Inoltre, nelle prossime settimane Trump dovrà decidere se autorizzare una vendita di armi dal valore di 14 miliardi di dollari a Taiwan, cosa molto osteggiata dalla Cina.
È stata la seconda volta in pochi giorni che Trump ha dichiarato di voler parlare con Lai, smentendo così le ipotesi secondo cui la prima dichiarazione, avvenuta dopo l’incontro con il leader cinese Xi Jinping della scorsa settimana, fosse stata un lapsus. Il ministro degli Esteri taiwanese ha detto che Lai sarebbe felice di avere una conversazione con Trump.










