Oggi è un gigante silenzioso, apparentemente silenzioso, ma l’India è destinata a diventare una potenza egemone. Certo non subito, ma tra cinquant’anni potrà essere così. Almeno secondo Giulio Sapelli, storico dell’economia, già ordinario all’Università di Milano, presidente della Fondazione Manlio e Maria Letizia Germozzi di Confartigianato. Uno studioso abituato a leggere i fatti economici nella lunga durata della storia.È da questa profondità di sguardo che, nel panel “Capire il Medio Oriente guardandolo dall’India” al Festival dell’economia di Trento, Sapelli ha proposto una chiave netta: per capire il Medio Oriente occorre guardarlo anche da Nuova Delhi. Perché l’India non è più una periferia del mondo ma una delle sue prossime centralità. Con lui c’erano Luca Greco, direttore del Giornale d’Italia, e Francesco Carluccio, studente di Economia all’Università Cattolica del Sacro Cuore.Carluccio, nato nel 2005, era già stato relatore al Festival di Trento 2025 nel panel “Il ritorno dei non allineati, a partire dall’India”, dopo essere stato selezionato tra i vincitori di “Le Voci del Domani”. Quest’anno è tornato sullo stesso asse tematico, spostando lo sguardo sul Medio Oriente.A introdurre il tema è stato Greco, partendo dai numeri. L’India è il primo Paese al mondo per popolazione: circa un miliardo e quattrocento milioni di abitanti, il 17% dell’umanità. Ha ancora un Pil pro capite lontano da quello occidentale, ma ha numeri, industria, classe media e ambizioni politiche la rendono inaggirabile. Greco l’ha definita «un gigante silenzioso, apparentemente silenzioso» e «una geografia importante da capire».Sapelli ha raccolto il tema rifiutando una parola oggi abusata. «Io non userò mai il termine geopolitica», ha detto. Preferisce parlare di «relazioni internazionali»: potere, economia, rotte, Stati, classi dirigenti, politica interna che plasma la politica estera. Il mondo, per lui, è entrato in «una grande trasformazione del peso delle rilevanze economiche e geostrategiche». L’Asia torna al centro dopo la parentesi occidentale. «Siamo tornati a prima del Settecento».
L’India candidata a nuovo baricentro del mondo
Dal Golfo all’Imec, petrolio, diaspora e corridoi commerciali spostano l’asse verso Nuova Delhi. Sapelli legge l’ascesa indiana come una delle grandi traiettorie del nuovo ordine mondiale












