di Alessandra Dal Monte

Classe 1966, ha iniziato a lavorare in azienda nel 1989 come brand manager. Sesta generazione della maison produttrice di Champagne nata nel 1843, oggi è direttore e ambasciatore globale del marchio, dal 1999 di proprietà del gruppo del lusso Lvmh

Olivier Krug, il suo è un cognome importante. Si è mai sentito non all’altezza?«Sempre. Per almeno vent’anni. Ora va meglio, ma è una cosa recente. Il desiderio di fare bene, il timore di non sapere... Dietro al mio sorriso e alle mie battute c’è un’idea di perfezione molto forte. La nascondo, è una forma di timidezza».

Lei oggi rappresenta la sesta generazione della famiglia che fondò la Maison a Reims, nel 1843, ed è ambasciatore globale del marchio. Aveva immaginato di fare altro?«No. Sapevo dove stavo andando. Ho studiato management, anche se la mia vera formazione è iniziata in casa. Ho avuto il privilegio di imparare al fianco di mio padre Henri, mio zio Rémi e mio nonno. Ho la sensazione di aver partecipato a ogni conversazione degli ultimi 60 anni, perché in Krug tutto ruota intorno alla trasmissione e alla visione a lungo termine».Ufficialmente è entrato in azienda nel 1989. «Sì, e l’anno dopo ero Brand manager in Giappone. All’epoca non avevo idea che sarebbe diventato un Paese così importante per noi: ne sono umilmente orgoglioso».