HomeRiminiSportRimini già in campo dopo l’impresa. A Cividale è tempo di semifinaliStasera in Friuli (ore 20.45, diretta tv) gara1 a 48 ore dal trionfo di Pesaro. Dell’Agnello: "Felici di esserci"Coach Sandro Dell’AgnelloRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciMartedì, poco prima di mezzanotte, ecco la grande festa coi tifosi al ritorno al Flaminio, ieri mattina subito testa a Cividale, nel pomeriggio partenza per il Friuli, stasera gara1. La Dole è in un frullatore ma testa e cuore stanno benissimo e l’entusiasmo è debordante. Il fisico? Lo si vedrà stasera (20.45) e sabato, di certo Tomassini e compagni vogliono esplorare fino in fondo la possibilità di tornare in finale dopo il ko di un anno fa con Cantù. Le sagome di Lucio Redivo, Deshawn Freeman e Stefano Pillastrini si stagliano all’orizzonte e la Rinascita è pronta a un’altra battaglia. "Cividale? È il viaggio più felice che facciamo, anche se arriva subito dopo gara5 a Pesaro. Ci andiamo volentieri", dice Sandro Dell’Agnello, che in gara5 ha trovato risorse fondamentali dalla panchina. Non solo Tomassini, spesso decisivo quando la palla scotta. Anche Sankare, devastante nel secondo quarto. "Sankare a Pesaro è stato bravissimo – prosegue il capoallenatore della Dole –, ma nel secondo tempo non è stato in campo per un paio di motivi. Il primo è che gli faceva un po’ male il polso dopo la caduta, il secondo è che la partita nel finale si è un po’ inasprita e, dei lunghi che abbiamo, Simioni è quello che difensivamente da un po’ più garanzie". La sensazione è che il classe 2007 possa rispondere presente, così come il resto dei compagni. Martedì Dell’Agnello ha anche riproposto un Pollone subito utilissimo. "Si allena alla grande. È il migliore di tutti per impegno, attenzione e dedizione. Si meritava lo spazio che ha ottenuto, anche perché Pesaro, con Bucarelli, Tambone e Maretto, butta in campo una fisicità difficile da contrastare. È una cosa che nella serie abbiamo sofferto e dunque abbiam deciso di stare in campo un po’ più grossi: ecco perché Pollone in campo e non Saccoccia".