La scorsa edizione (foto Regalami un Sorriso)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 21 maggio 2026 – Certe gare smettono di essere semplici competizioni sportive e diventano un passaggio simbolico, quasi un confine da attraversare. La 100 km del Passatore continua ad appartenere a questa dimensione. Da oltre mezzo secolo il Passatore non è soltanto una ultramaratona: è un mito popolare che attraversa generazioni di podisti, trasformando ogni partecipante in parte di una storia collettiva. Quando nacque, alla fine degli anni Settanta, il mondo della corsa era profondamente diverso. Si partiva spesso senza preparazioni scientifiche, senza tabelle, senza GPS e senza scarpe progettate per le ultra distanze. Molti affrontavano il Passatore quasi per sfida esistenziale, altri per mantenere una promessa fatta a sé stessi, per un ex voto, per celebrare un traguardo della vita come un diploma o una rinascita personale. Le scarpe erano essenziali, minimaliste per necessità più che per filosofia: Adidas SL72, Impala, Lotto. Gomma sotto e tela sopra. Eppure bastava dire di correre perché arrivasse sempre la stessa domanda: “Hai fatto il Passatore?”. Non importava che distanza si praticasse.
Passatore 2026, raggiunti i 3.500 iscritti alla ultramaratona
Saranno oltre 1.500 debuttanti per la 100 km del Passatore di quest’anno






