Redazione
20 maggio 2026 09:15
Una discoteca abusiva organizzava serate con dj set sui social network, attirando decine di giovani in un locale privo di autorizzazioni e con gravi carenze strutturali e di sicurezza. A fermare l'attività è stata la polizia di stato, intervenuta con un controllo nei pressi di Porta Portese, a Roma, che si è concluso con il sequestro preventivo dell'immobile.La scoperta del locale abusivoIl locale, strutturato su più piani, era stato trasformato di fatto in una sala da ballo clandestina. L'attività principale si svolgeva al piano terra, con uno spazio aperto sul terrazzo raggiungibile tramite una scala esterna in ferro. Il gestore promuoveva le serate attraverso i social network, con tanto di dj set, richiamando regolarmente decine di giovani.Gli agenti della divisione amministrativa della questura di Roma, una volta accertata l'assenza delle autorizzazioni necessarie allo svolgimento dei trattenimenti danzanti, hanno interrotto la serata e avviato verifiche più approfondite.Le irregolarità riscontrateIl quadro emerso dai controlli ha rivelato gravi criticità sul piano strutturale, igienico-sanitario e della sicurezza. All'interno dell'immobile gli specialisti della questura hanno trovato materiale privo delle certificazioni ignifughe previste dalla legge, cavi elettrici pendenti e multiprese fissate alle pareti in condizioni non idonee alla sicurezza di avventori e dipendenti.Particolarmente grave la situazione relativa all'uscita di emergenza: coincideva con l'ingresso principale ed era priva di adeguata illuminazione. A peggiorarne la funzionalità, un nastro delimitato da paletti era posizionato lungo quello che avrebbe dovuto essere il percorso di esodo in caso di emergenza.Rilevate anche gravi carenze igienico-sanitarie nell'unico bagno a disposizione dei dipendenti e negli spazi adibiti a magazzino.Il sequestro e la convalida del giudiceAlla luce di tutte le violazioni accertate, gli agenti hanno disposto il sequestro preventivo del locale. La procura della Repubblica di Roma ha poi chiesto al giudice per le indagini preliminari la convalida del provvedimento. Il gip ha accolto la richiesta, confermando le risultanze investigative della polizia di stato.








