HomeModenaCronacaPremeditazione? Al vaglio telefoni e ricerche webPer ora aggravante non contestata, ma serve tempo. Gli amici delle medie: "Perché lo hai fatto?".I soccorsi subito dopo la tragedia in via Emilia centroRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciE’ uscito di casa con un coltello. ‘Sapevo che io, quel giorno lì, sarei morto’, ha poi detto a colloquio con il suo legale. Nonostante l’evidente volontà di fare male a qualcuno, o a se stesso, non sono state contestate le aggravanti della premeditazione e del terrorismo, relativamente al reato di strage, al 31enne Salim El Koudri, ma è giusto tener presente che il capo di imputazione, al momento, è provvisorio. La differenza, infatti, potrebbero farla la traduzione di quegli scritti in lingua araba sequestrati da Digos e squadra Mobile e, soprattutto, i contenuti dei diversi dispositivi informatici, tra cui oltre dieci telefonini, due hard disk, chiavette usb e tablet sempre portati via dagli inquirenti nel corso della perquisizione nell’abitazione di Ravarino. In queste ore, infatti, è in corso l’analisi di chat, ricerche in rete, eventuali collegamenti a gruppi di varia matrice. D’altronde il mondo di Salim, come ha spiegato la famiglia, ultimamente si concentrava proprio sulla dimensione ’virtuale’, isolato in camera tra web e cellulare. La procura chiede che i dispositivi vengano analizzati al fine di ricostruire la vicenda, descrivere la condotta e gli spostamenti di Salim quel sabato di sangue, ma anche per verificare ricerche in merito ad analoghi episodi, anche tramite contatti con terzi, espressioni e dati ‘sintomatici’ di radicalizzazione su siti, contenuti multimediali e comunque relativi ad affiliazione religiosa o autoformazione religiosa, o autoaddestramento. Le ricerche si concentreranno poi su contatti con ulteriori altri ‘sospetti’ e scelta degli ‘obiettivi’. Nel concreto, si valuta la presenza di eventuali ricerche di Salim relative ad investimenti, velocità ma anche ad episodi del passato, tragicamente numerosi, purtroppo, se pensiamo alle stragi che negli anni hanno sconvolto il mondo. La ‘pianificazione’ dell’evento sarebbe inevitabilmente sinonimo di premeditazione. Nel motivare la misura cautelare in carcere, inoltre, il giudice Pianezzi non solo ha sottolineato il rischio di reiterazione del reato, trattandosi di cittadino privo di autocontrollo, ma anche di fuga: da non sottovalutare infatti i contatti in Marocco dove – secondo il giudice – vi sarebbero parenti eventualmente pronti a fornirgli supporto.
Premeditazione? Al vaglio telefoni e ricerche web
Per ora aggravante non contestata, ma serve tempo. Gli amici delle medie: "Perché lo hai fatto?".











