Italia e India vogliono costruire un’intelligenza artificiale “più centrata sull’essere umano, sicura e affidabile”. Ma soprattutto che si ponga da attore terzo capace di sfidare l'attuale duopolio costituto da Stati Uniti e Cina. Questo è solo uno dei 39 punti su cui si fondano le premesse per il nuovo partenariato strategico speciale (il livello più alto della scala diplomatica) presentato il 20 maggio a Roma dalla nostra presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal primo ministro indiano Narendra Modi. Un'intesa che sui social vale milioni di visualizzazioni e consacrata da un video in cui Modi regala a Meloni un pacchetto di dolciumi della marca Melody (parola che rappresenta una crasi dei cognomi dei due leader).Partnership tecnologica“La tecnologia e l’innovazione sono il motore della nostra partnership”, ha detto Modi definendo la giornata “storica” per le relazioni bilaterali tra i due stati, al netto ovviamente dei problemi operativi di una cooperazione tra sistemi produttivi, normativi e culturali molto diversi.I numeri che fanno da base e da volano per l'intesa italo-indiana sono tutt'altro che trascurabili: 14 miliardi di euro di interscambio, oltre 800 aziende italiane già operative in India, all’interno tra l’altro di un accordo di libero scambio tra Unione europea e India appena concluso.“Italia e India sono più vicine che mai”, ha rivendicato Meloni. Modi ha parlato di “nuovo entusiasmo, nuova fiducia e nuova ambizione” tra gli operatori economici dei due paesi, sottolineando che “l’interscambio “sta rapidamente raggiungendo l’obiettivo dei 20 miliardi di euro”, un obiettivo fissato per il 2029. E sul come arrivarci pesa molto il fattore tecnologico: dalla ricerca allo spazio, dall’AI alla difesa.La governance sull'intelligenza artificialeL'intelligenza artificiale è proprio il tema che ha attraversato tutto il vertice bilaterale: Italia e India del resto avevano già lavorato a un terreno comune con la presidenza italiana del G7 e l'AI Impact Summit di Nuova Delhi del febbraio scorso. La dichiarazione congiunta firmata oggi lo formalizza: l’impegno per quella "AI centrata sull'uomo, sicura e affidabile", con apertura alla collaborazione anche di paesi terzi, ma sempre con Roma e Delhi nel ruolo di capofila.In un editoriale firmato a quattro mani e pubblicato dal Corriere della Sera e su molte testate indiane, Meloni e Modi avevano messo in fila le rispettive filosofie: la visione indiana del Manav, parola che in hindi significa “umano”, che punta a mettere la persona al centro dello sviluppo tecnologico, e la tradizione italiana “algor-etica antropocentrica”, cioè l’idea che gli algoritmi e l’intelligenza artificiale debbano essere progettati e regolati tenendo al centro diritti, dignità e bisogni delle persone. “L’intelligenza artificiale deve rimanere al servizio dell’uomo”, ha ribadito Meloni.Modi ha insistito sulle potenzialità della cooperazione tecnologica: “In campi come l’intelligenza artificiale, il calcolo quantistico, lo spazio e l’energia nucleare nel settore civile ci sono possibilità illimitate di collaborazione fra di noi”.Il premier indiano ha inoltre annunciato un tavolo comune per creare “un centro d'innovazione India-Italia per collegare startup e centri di ricerca di entrambi i paesi”. Convergenza culturale a parte, la partnership apre anche al supercomputing, cioè ai supercomputer ad altissima capacità di calcolo utilizzati per elaborare enormi quantità di dati e sviluppare applicazioni avanzate di AI, simulazioni climatiche, ricerca scientifica e cybersicurezza. Un settore dove entrambi i paesi hanno programmi ambiziosi e dove le sinergie potrebbero essere rapide da costruire. Basti pensare al tecnopolo bolognese.Innovit India, l'hub ponte per l'ItaliaL'hub concreto per tutto questo si chiama Innovit India: un centro dell'innovazione con sede in India per connettere startup, università e centri di ricerca dei due paesi in fintech, sanità, semiconduttori, quantum computing e IA. L'India conta circa 100 unicorni, termine con cui si indicano startup private valutate oltre un miliardo di dollari, e oltre 200mila startup complessive. Per le pmi italiane del manifatturiero avanzato, avere una porta d'accesso strutturata a quell'ecosistema non è cosa da poco, è il ragionamento di Palazzo Chigi.Secondo Modi, la complementarità tra i due sistemi produttivi rappresenta un vantaggio competitivo: “L’Italia è nota nel mondo per la sua capacità di design, progettazione e precisione. L’India è nota per le capacità di operare in scala, per il suo talento e per essere sede dell’innovazione”. Da qui la spinta verso un modello condiviso di design and development, “dalla moda al fintech, dalla logistica alla mobilità e al manifatturiero”.Le intese su spazio e ricercaSi è parlato anche di cooperazione per la scoperta del cosmo, tra l'agenzia italiana Agenzia spaziale italiana e l'indiana Indian Space Research Organisation che si struttura in una collaborazione per l'osservazione della Terra, eliofisica ed esplorazione, ma la novità più rilevante riguarda la protezione delle infrastrutture orbitali, tema diventato priorità strategica globale con la proliferazione delle costellazioni in orbita bassa.Sul fronte della ricerca pura, un accordo passato quasi inosservato: una lettera d’intenti tra il dipartimento indiano per la Scienza e la Tecnologia e Elettra Sincrotrone Trieste, il centro di ricerca multidisciplinare di eccellenza specializzato nella produzione di fasci di luce estremamente potenti utilizzati per studiare materiali, farmaci, cellule e componenti industriali a livello microscopico.Minerali critici: circolarità come leva strategicaTra i sette accordi firmati oggi, il Memorandum d'intesa sui minerali critici, siglato dai ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin per l'Italia, e dal ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar, è probabilmente quello con le implicazioni industriali più immediate: l'India è un attore in rapida crescita nella catena di approvvigionamento di litio e grafite, tutti essenziali per la transizione energetica e la manifattura di semiconduttori. L'elemento tecnico più interessante dell'accordo riguarda il recupero di minerali critici da fonti non convenzionali: rifiuti elettronici e residui minerari. Un approccio di economia circolare che apre opportunità concrete per le imprese italiane del riciclo, un comparto dove l'Italia ha competenze che il mercato indiano potrebbe assorbire rapidamente.Difesa: elicotteri, navi e guerra elettronicaInfine, la Roadmap industriale della Difesa firmata oggi, poi, apre ufficialmente a co-produzione e co-sviluppo in elicotteri, piattaforme navali e, questo il punto più tecnico, guerra elettronica. L'India ha uno dei programmi di modernizzazione militare più ambiziosi al mondo; l'industria italiana della difesa ha prodotti che si collocano esattamente nei segmenti in cui Nuova Delhi sta investendo. Sul piano operativo, i due paesi valuteranno un dialogo militare strutturato ad alto livello e lanceranno un dialogo sulla Sicurezza marittima, rilevante per due nazioni che si trovano rispettivamente al centro del Mediterraneo e dell'Indo-Pacifico, le due arterie del commercio globale che oggi la dichiarazione congiunta sintetizza nel concetto di Indo-Mediterraneo.
Italia e India, Meloni e Modi (Melody) vogliono un'intelligenza artificiale più umana e sicura (di quella sino-americana)
Il primo ministro indiano a Roma ha firmato un partenariato strategico speciale che punta su AI, spazio, difesa (e molto altro)













