In tanti ci eravamo accorti che sui giornali e in tv giravano 2 fotoritratti di Salim El Koudri, il 31enne di Modena ora in carcere con accuse di strage e lesioni aggravate: quella in bianco e nero di un giovane arabo dalla faccia tormentata; e quella a colori di un giovane arabo dal volto sereno. L’enigma è durato 48 ore: l’ha sciolto Facta, il progetto giornalistico anti-bufale gestito dalla società editrice di Pagella Politica. Mentre Ansa e Corriere della Sera hanno pubblicato la foto giusta (quella in bianco e nero), Repubblica e Stampa hanno invece usato quella a colori, che era la foto di un’altra persona. All’origine dello scambio d’identità una quasi omonimia: secondo Facta, le redazioni di Repubblica e Stampa avrebbero preso la foto a colori dal profilo Instagram di un certo Salim Koudri senza verificare che si trattasse dell’attentatore modenese.

Su X, Gisella Ruccia del Fatto quotidiano, nel dare notizia che anche due programmi di La7 hanno mostrato la foto sbagliata (TgLa7 e L’aria che tira), aggiunge alcuni dettagli: il ragazzo che non c’entra nulla è originario dell’Algeria, dove vive dopo aver studiato a Lione; l’assurdo scambio di persona lo ha costretto a chiudere il proprio profilo Instagram. La diffusione della foto sbagliata ha alimentato contenuti islamofobi sui social: account xenofobi hanno attaccato l’Islam utilizzando sue foto e suoi contenuti Instagram (preghiere ad Allah). Anche la Lega, partito di governo, ci ha marciato: “Ecco cosa scriveva sui social Salim El Koudri, attentatore di Modena”. Cialtroneggine o razzismo, sempre balle sono. Del resto, a quante cose sbagliate ci hanno fatto credere, da quando siamo al mondo?