La strage sfiorata
Giovanni M. Jacobazzi
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La strage sfiorata lo scorso sabato nel centro di Modena ad opera di Salim El Koudri, come era prevedibile, ha infiammato i social, diventando immediatamente materia per i talk show ed oggetto di feroce scontro politico fra maggioranza ed opposizione. A distanza di giorni sono ancora molti gli interrogativi su quanto accaduto. Perché se davvero il 31enne di origini marocchine era un soggetto già seguito dal servizio di salute mentale, con una diagnosi di disturbo schizoide della personalità — e secondo alcune ricostruzioni addirittura definito schizofrenico — allora bisogna chiedersi come sia stato possibile lasciarlo completamente libero di circolare, trasformando la sua auto in un’arma.
La giudice per le indagini preliminari, Donatella Pianezzi, parla di un gesto “efferato”, di un soggetto potenzialmente in grado di reiterare violenze contro un numero indeterminato di persone, addirittura in altre città. Eppure nessuno è intervenuto prima. Nessun Tso. Nessuna sospensione della patente. Nessun monitoraggio efficace dopo l’interruzione volontaria delle cure.










