HomeCronacaIl dossier dazi con gli Usa. L’Unione trova l’intesa. C’è lo scudo anti TrumpAgevolazioni sospese se Washington non rispetterà i patti raggiunti in Scozia. Introdotto un meccanismo di controllo trimestrale per monitorare i flussi.Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, è la prima donna a ricoprire questo incaricoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciL’Europa prova a blindare l’intesa commerciale con gli Stati Uniti, ma la tregua transatlantica resta appesa alla pressione di Washington. Dopo oltre cinque ore di trattativa notturna, Parlamento europeo e governi hanno trovato il compromesso che apre la strada all’attuazione dell’accordo di Turnberry: evitare una guerra dei dazi, salvare il rapporto con gli Usa e impedire che Bruxelles si consegni senza condizioni alle mosse di Donald Trump. Il via libera ha una doppia chiave politica. Da un lato l’Unione rivendica di essere un interlocutore che "onora gli impegni". Dall’altro l’Eurocamera, spinta dal negoziatore socialista Bernd Lange e forte dei 417 sì ottenuti a marzo, ha imposto una cintura di garanzie per evitare che il patto diventi una "fuga alla cieca".

Le scosse arrivate dalla Casa Bianca, compresa la minaccia di portare al 25% i dazi sulle auto europee, hanno convinto Bruxelles che l’intesa non poteva reggersi solo sulla fiducia. Il testo conferma l’abbassamento dei dazi Ue sui prodotti industriali e su gran parte dell’agroalimentare statunitense, mentre fissa al 15% il tetto americano sulla maggior parte dell’export europeo. Il punto politico è nelle tutele: clausola "sunset" con scadenza nel 2029, protezioni per acciaio e alluminio e diritto di sospendere l’accordo in caso di violazioni o danni all’industria europea. È il compromesso tra il canale aperto con gli Stati Uniti e la prudenza dei Paesi più esposti, a partire dalla Germania, timorosa di un contraccolpo su manifattura e auto. "L’Europa è un partner affidabile", ha scandito la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola, presentando l’intesa come un atto di responsabilità, non di arretramento. Nella stessa direzione il vicepremier Antonio Tajani, secondo cui il patto offre "stabilità e certezza economica" alle imprese europee. Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha salutato una "buona notizia" per l’industria continentale.