Quei buoni fruttiferi lasciati da un’anziana parente e la battaglia in giudizio per ottenerne la riscossione. Alla fine un giovane versiliese è riuscito ad ottenere più di 40mila euro da quell’eredità. La vicenda nasce dall’acquisto negli anni ‘80 e ‘90 di numerosi buoni fruttiferi postali da parte di una signora nata in alta Versilia e poi trasferitasi in nord Europa. Il suo procuratore speciale (un noto professionista di Pietrasanta), si era occupato di riscuoterli con la ferma opposizione di Poste Italiane che eccepiva l’intervenuta prescrizione a ottenere il rimborso. La signora, rappresentata dal fidato procuratore con il patrocinio degli avvocati Fabio Sacchelli e Silvia Poli, si era rivolta a Tribunale di Lucca. Andando contro la tesi della prescrizione sollevata dalla difesa di Poste Italiane, i difensori di parte attrice (nel frattempo deceduta) hanno rilevato che la tutela del risparmiatore dovesse essere garantita vista la modifica intervenuta dei termini di prescrizione dei buoni fruttiferi da 5 a 10 anni: la normativa emessa nel periodo Covid-19 ha sospeso la prescrizione dei buoni fino a due mesi successivi alla fine dello stato di emergenza. Il giudice Lucente ha condannato Poste Italiane al pagamento di più di 44 mila euro oltre le spese legali, convertendo l’importo dei buoni che negli anni era passato da 28.500 a 85.500 lire.
Buoni fruttiferi negati. L’erede fa battaglia legale e vince contro le Poste
Successo per gli avvocati Sacchelli e Poli: l’uomo incasserà oltre 44mila euro. Quei titoli non erano scaduti grazie alla nuova normativa del periodo Covid.







