Un’indagine durata quasi un anno, fatta di incroci di dati biologici, analisi di filmati di sorveglianza e pedinamenti digitali, ha portato alla svolta nel caso del furto avvenuto nel maggio del 2025 ai danni di Rita Dalla Chiesa. Dopo il furto il volto della tv fece un apello sui social per ritornare in possesso della sua auto, un regalo che le fece Fabrizio Frizzi.Ora le indagini hanno chiuso il cerchio sulla vicenda. A finire in manette, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Roma, è un cittadino filippino di 41 anni. L’uomo è accusato di aver violato il domicilio della nota conduttrice a Vigna Clara, portando via la sua auto e lasciando dietro di sé una traccia biologica che non gli ha lasciato scampo.Auto rubate e cannibalizzate a Roma, i proprietari fanno gli investigatori per ritrovarle. Ecco le vetture "preferite" dai ladriLa notte del furto a Via RonciglioneTutto ha inizio nella notte tra il 2 e il 3 maggio 2025. Ci troviamo in via Ronciglione, in un comprensorio signorile di Roma Nord. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Ponte Milvio, il ladro è entrato in azione in pieno orario notturno approfittando dell'oscurità per agire indisturbato. Il primo ostacolo, il cancello automatico d’ingresso, è stato superato manomettendo la serratura. Una volta dentro l'area dei box, il malvivente ha preso di mira il garage di Rita Dalla Chiesa.La conduttrice aveva parcheggiato la sua Nissan Micra lasciando, come sua abitudine, la porta del box aperta. Il nipote della vittima, rientrando intorno alle 2:30, aveva confermato che l'auto era ancora al suo posto. Poche ore dopo, però, il veicolo era sparito. Ma il raid non si è fermato qui. Nello stesso contesto, il ladro ha forzato un box adiacente smontando e rubando tutti e quattro gli pneumatici di una Smart Fortwo bianca. Sul posto, come "firma" della sua presenza, sono stati ritrovati un cacciavite a taglio e un morsetto per l'ancoraggio della ruota di scorta.Il mistero della restituzioneL'aspetto più singolare dell'intera vicenda avviene due giorni dopo, il 5 maggio 2025. Rita Dalla Chiesa comunica ai carabinieri che, dopo l'appello sui social, la sua Nissan Micra è stata misteriosamente "restituita". L'auto è stata parcheggiata proprio davanti al cancello della rampa dei garage da cui era stata sottratta.Un gesto che potrebbe apparire come quello di un "ladro gentiluomo", se non fosse per una dimenticanza fatale. Durante il sopralluogo per la riconsegna del mezzo, i militari trovano all'interno dell'abitacolo una bottiglia d'acqua. È su quel reperto, repertato con cura dai carabinieri del Ris, che viene isolato un profilo genetico maschile.Inizialmente, l'inserimento del dna non dà alcun riscontro immediato. Tuttavia, la pazienza degli investigatori viene premiata il 29 agosto 2025, quando il dipartimento della pubblica sicurezza comunica che quel dna appartiene a un cittadino filippino. Una prova scientifica schiacciante che lo colloca all'interno dell'auto nel momento della restituzione.Perché a Roma sono sempre di più le auto cannibalizzateLe telecamere e l'ossessione per le SmartMentre il ris lavorava sul dna, le indagini analizzavano i filmati di via Ronciglione. Le telecamere hanno ripreso un uomo arrivare alle 3:30 del 3 maggio a bordo di un'altra auto, parcheggiata contromano all'incrocio con via Stringher. Alle 3:34 entra nel civico 13, per uscirne alle 4:40 alla guida della Nissan Micra rubata. Lo stesso schema si ripete il 5 maggio alle 4:51, quando la sagoma di un uomo riporta l'auto e si allontana a piedi.Un altro tassello fondamentale è arrivato dall'analisi del telefono del 41enne, sequestrato durante un precedente arresto. Nella memoria dello smartphone, i Carabinieri hanno trovato cinque fotografie di gruppi di pneumatici per Smart. Un dettaglio che conferma l'interesse dell'uomo per questo tipo di refurtiva, considerata "merce pregiata" nel mercato nero dei ricambi della Capitale.Un "fantasma" tra le strade di RomaIl profilo dell'indagato delineato dal gip Paola Petti, è quello di un soggetto pericoloso e incline alla recidiva. Dopo il furto a casa Dalla Chiesa, è stato arrestato a luglio 2025 per droga, è evaso dagli arresti domiciliari ed è stato nuovamente catturato a bordo di un scooter rubato, con arnesi da scasso e metanfetamina in tasca. Al momento della notifica della nuova ordinanza per il furto di via Ronciglione, l'uomo si trovava già ristretto nel carcere di Regina Coeli.Nell'ordinanza che dispone la custodia in carcere, il giudice sottolinea la "particolare propensione a delinquere e scaltrezza" dell'indagato. Il 41enne ha agito di notte, violando la sicurezza privata delle vittime e dimostrando una capacità di pianificazione portando con sé attrezzi ad hoc per forzare le serrature e smontare pneumatici.