Don Stefano Fracassi, parroco di Pietracatella, sta assumendo un ruolo potenzialmente centrale nelle indagini sul duplice omicidio per avvelenamento da ricina che ha stroncato la vita di Sara Di Vita e di sua madre Antonella Di Ielsi nei giorni immediatamente precedenti e successivi al Natale.Il sacerdote, che lo scorso gennaio aveva celebrato i funerali delle due donne, è stato convocato per la prima volta ieri negli uffici della polizia e ascoltato per circa tre ore.
La sua testimonianza è considerata di grande rilevanza dagli inquirenti perché Antonella Di Ielsi scelse proprio lui come confessore il 25 dicembre, nello stesso giorno in cui la giovane Sara iniziava a manifestare i primi, misteriosi e preoccupanti malesseri che avrebbero poi portato alla tragedia.La Procura spera che le parole del parroco possano fare luce su possibili zone d’ombra della vita familiare: eventuali rancori accumulati nel tempo, tensioni domestiche mai emerse pubblicamente, astio pregresso o conflitti silenti nei confronti di Antonella o del marito Gianni Di Vita.
PIERTRACATELLA, "I SOSPETTATI NON SONO PIÙ 5 MA DUE": LA SOLUZIONE È VICINISSIMA
Si stringe il cerchio dei sospettati intorno al duplice omicidio di Pietracatella, in Molise, dove nei giorni di Natale ...








