LA FAMIGLIA DIVISAI genitori del bosco si difendono: ecco tutte le falsità dette su di noiLa madre: «Mi hanno accusata di destabilizzare i bimbi solo perché chiedevo loro se stavano bene». Catherine e Nathan accettano di seguire un «percorso di supporto» al policlinico Gemelli di RomaDaniele Cristofani e Gianluca LettieriPALMOLI «Osservazioni dei testimoni e chiarimenti fattuali». S’intitola così l’appendice – contenuta nella contro-perizia firmata dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicologa Martina Aiello – con cui i genitori del bosco di Palmoli contestano alcune affermazioni di perita, assistente sociale ed educatrici della casa famiglia di Vasto, struttura in cui i loro tre figli sono stati collocati, dallo scorso 20 novembre, su ordine del tribunale per i minorenni dell’Aquila. Catherine Birmingham e Nathan Trevallion si difendono dalle ricostruzioni ritenute «inesatte, incomplete o non pienamente aderenti alla realtà». A scrivere il documento è Rachael Birmingham, la sorella di Catherine, arrivata dall’Australia e rimasta per settimane in Abruzzo. Tutto parte della famosa intossicazione da funghi, l’episodio che ha portato all’intervento dei carabinieri prima e degli assistenti sociali poi. «La famiglia», si legge nell’atto, «contesta qualsiasi descrizione che suggerisca che tutti i membri abbiano perso conoscenza o che l’intervento dei soccorsi sia stato ritardato a causa di negligenza dei genitori. Nathan ha riferito che i membri della famiglia non si sentivano bene e si è deciso di chiamare il 118 per precauzione. I bambini e gli adulti erano coscienti e in grado di comunicare all’arrivo dei soccorritori. I vicini possono confermare gli aspetti rilevanti della cronologia degli eventi».PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE OPPURE IN EDICOLA Leggi anche Leggi anche
I genitori del bosco si difendono: ecco tutte le falsità dette su di noi | Il Centro
La madre: «Mi hanno accusata di destabilizzare i bimbi solo perché chiedevo loro se stavano bene». Catherine e Nathan accettano di seguire un «percorso di supporto» al policlinico Gemelli di Roma











