“Confermo la disponibilità dei genitori ad intraprendere un percorso di supporto parentale”, queste le parole di Simone Pillon, legale della famiglia nel bosco. L’avvocato di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham ha parlato delle intenzioni dei due genitori dopo aver incontrato i responsabili del servizio sociale e il team di neuropsichiatria infantile del presidio di Atessa.
Famiglia nel bosco, le parole del legale
La disponibilità al supporto parentale
Le parole del presidente della regione Abruzzo
Famiglia nel bosco, le parole del legaleSimone Pillon, legale della famiglia nel bosco, ha parlato della situazione dei tre bambini all’ANSA.“I minori sono stati visti per pochissimo tempo in modo del tutto inadeguato, non è stato approfondito alcun accertamento sugli stessi. Mi chiedo dunque come possa una consulente tecnica dell’ufficio arrivare a conclusioni anche così assertive senza aver prima svolto le valutazioni sui minori”, ha spiegato.ANSAHa inoltre aggiunto che “negli atti non è mai emersa valutazione di bilanciamento tra effetto della cura che è stata somministrata a questi bambini, quindi delle criticità che emergeranno dal loro allontanamento dai genitori e dal collocamento in casa-famiglia, rispetto invece alla situazione pregressa”.In merito alle criticità, Simone Pillone ha inoltre aggiunto che si conoscono ma che “non si sa se quanto fatto in realtà non rischi di essere peggio delle criticità presenti prima è una questione che nessuno mai ha valutato fino in fondo e io mi sono permesso di chiedere che venga valutata”.La disponibilità al supporto parentaleAdnkronos riporta altre dichiarazioni di Simone Pillon.









