Ormai le mattane e le tragedie trumpiane non fanno più notizia, sono diventate il sottofondo quotidiano del nostro tempo e non stupiscono più nessuno, nemmeno quando nel giro di due soli post social l’America passa dal minacciare ancora una volta l’apocalisse in Iran a concedere altro tempo per trovare una soluzione pacifica che, in realtà, nessuno sta cercando.
È successo lunedì sera, ma ormai questo testacoda geopolitico e militare è una consuetudine che si ripete ogni due tre giorni senza che nessuno faccia una piega, con l’eccezione di chi specula in Borsa sapendo quando e dove intervenire.
A proposito di investimenti sui mercati azionari, gli apparati federali americani hanno svelato che, nei primi tre mesi del 2026, Trump ha compiuto oltre 3500 operazioni di compravendita azionaria da almeno un milione di dollari ciascuna su multinazionali come Nvidia, Oracle, Microsoft, Boeing, effettuate quasi sempre qualche giorno prima di importanti decisioni impattanti su queste società prese dalla Casa Bianca. Secondo il Financial Times si tratta di un numero di operazioni non usuale, soprattutto per un presidente in carica, il cui totale ammonterebbe ad alcune centinaia di milioni di dollari. Altri parlano di un miliardo di dollari.








