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Ultimo aggiornamento: 14:00
Quello che mi ha colpito ieri c’entra poco o nulla col merito delle proposte che Trump e N. hanno effettivamente messo in questo presunto “Piano”. Un elemento molto, ma molto più preoccupante.
Mi ha impressionato la visione superficiale, falsa, cartonata che soprattutto Trump ha espresso seriamente, dunque forse credendoci o pensando che qualcuno potesse crederci. Una visione in cui la realtà umana, fatta di problemi, odio, dolore, sofferenze, dignità, storie secolari, differenze, diritto, vendetta, perdono, ragione, rancore, senso, era del tutto assente. Un colpo di spugna paradossale: “Paesi tutti d’accordo, situazione favorevole, via d’uscita trovata. Siamo a un passo dalla soluzione totale definitiva per tutto il Medio Oriente. Ce l’abbiamo fatta. Tra pochi istanti faremo una pace lunga. Anzi, eterna”.
Ecco la “semplificazione” del pensiero tecnocratico egemone che spesso cito accoratamente. Una risposta semplice (anzi semplicistica) a un problema complesso non già sciogliendo le difficoltà con soluzioni anche ardite (che sarebbe atteggiamento dentro la complessità) e immaginando un percorso-nel-tempo necessario, ma riducendo i problemi attraverso un metodo: la sottovalutazione di tutto, in un tempo “zero”, fiduciosi che disegnando uno scenario risolto, questo scenario si avvererà e immediatamente.






