Mark Rutte, ex primo ministro dei Paesi Bassi e segretario generale dell’Alleanza Atlantica dal 1º ottobre 2024Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 21 maggio 2026 – La Lega nega, Forza Italia nicchia. E la firma del capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, sarebbe apparsa sul documento a sua insaputa. La paternità dell’invito al governo a “mantenere un impegno realistico e credibile in ambito Nato, confermando il raggiungimento del 2 per cento del Pil per la spesa per la difesa e promuovendo una revisione degli obiettivi più ambiziosi (come il 5 percento)”, è, si dice, del leghista Massimiliano Romeo. Ma la ‘manina’ che avrebbe, di fatto, inserito l’articolo 8 (stralciato in extremis) nella mozione della maggioranza presentata martedì al Senato sul tema dell’approvvigionamento energetico, viene individuata in quella di Stefania Craxi (FI).
All’indomani del pasticciaccio di Palazzo Madama, e della strigliata di testa da parte di un’infuriata Giorgia Meloni, nonostante il clima da campagna elettorale che mina la coesione delle forze di governo (con Salvini che ieri dal festival dell’Economia di Trento è sembrato evocare la possibilità di un voto anticipato: “Si voterà a scadenza naturale a settembre, ma dipende anche dai fattori economici”), la volontà è di chiudere la questione. “È meglio che ragioniamo bene e che troviamo la soluzione migliore” ha detto ieri Romeo sottolineando la necessità di rispettare l’accordo sul 5 percento per le spese militari “purché siano graduali e sostenibili”.








