Una brigata in meno in Polonia, un disimpegno che ha il retrogusto punitivo
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"È esattamente come ci aspettavamo". Mark Rutte, che con l'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca ha affiancato l'incarico di segretario generale della Nato al ruolo di "pompiere" per le incendiarie bordate del presidente Usa nei confronti degli Alleati, tenta di minimizzare. Eppure, l'annuncio del Pentagono, di un taglio delle brigate Usa in Europa da quattro a tre, riportando i livelli ai valori del 2021, per quanto "atteso", segna un nuovo capitolo nei complicati rapporti tra l'attuale amministrazione americana e gli alleati del Vecchio Continente.La decisione, ha spiegato una nota del dipartimento della Difesa americano, "è il risultato di un processo esaustivo e articolato su più livelli, incentrato sul posizionamento delle forze statunitensi in Europa. Ciò comporta un ritardo temporaneo nello schieramento delle forze americane in Polonia, Paese che rappresenta un alleato modello per gli Stati Uniti". E ancora, "il dipartimento determinerà la destinazione finale di queste e altre forze statunitensi in Europa sulla base di un'ulteriore analisi dei requisiti strategici e operativi degli Stati Uniti, nonché della capacità dei nostri alleati di contribuire con le proprie forze alla difesa dell'Europa". Che sia il risultato dell'annunciata "ritorsione" della Casa Bianca contro il mancato sostegno europeo alla guerra contro l'Iran, o piuttosto l'onda lunga "dell'agenda America First del presidente Trump in Europa e in altri teatri operativi", si vedrà nelle prossime settimane e mesi, a cominciare dalla partecipazione domani del segretario di Stato Marco Rubio alla riunione dei ministro degli Esteri della Nato, in Svezia.










