Roma, 21 maggio 2026 – “Sembrava Guantanamo”. Il giudizio di Anna Foa sul video realizzato con gli attivisti della Flotilla dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, non prevede sfumature. Per la storica e scrittrice torinese, vincitrice del Premio Strega Saggistica lo scorso anno col suo Il suicidio di Israele (Laterza), sono “immagini di una gravità inaudita che potranno costituire un pericolo per gli ebrei nel mondo”.
Foa, la sua prima impressione qual è stata?
“Quando tutti hanno iniziato a chiamarmi ero in treno e non avevo visto il video. Me lo hanno descritto e già solo a parole mi è sembrato un gesto di una gravità inaudita. Poi, arrivata a casa, l’ho visto e non volevo crederci: mi si sono drizzati i capelli”.
Non sembra un video improvvisato: i sorrisi, la sfilata, l’inno, la bandiera di Israele. Lei cosa pensa?
“Credo sia un gesto politico e studiato per dirci qualcosa di molto chiaro”.










