MODENA – Era ossessionato, al punto da essersi trasformato in uno stalker delle agenzie per il lavoro a cui aveva mandato il curriculum. Salim El Koudri telefonava anche più volte al giorno per chiedere se c’erano novità, se s’era presentata una qualche occasione o lo avesse cercato. E quando arrivavano risposte negative si inalberava, alzava la voce, accusava l’interlocutore: «Non mi fate lavorare perché sono straniero, ecco la verità». I vicini di casa lo sentivano discutere al telefono quando camminava in strada, «a volte animatamente».

Era «tormentato perché non trovava lavoro» hanno raccontato due psichiatre del Centro di Salute Mentale di Castelfranco Emilia, sentite dagli investigatori per ricostruire il profilo del 31enne che sabato scorso si è scagliato con l’auto contro passanti inermi in via Emilia Centro, a Modena.

«Non è mai stato violento, o aggressivo — hanno detto — e ci sembrava che grazie ai farmaci stesse meglio. Però la mancanza di lavoro era una fissazione». Il tema della mancanza di un’occupazione è presente in tutte testimonianze raccolte dagli investigatori di Digos e Mobile, nelle mail, nei posto spesso offensivi postati sui social. E se ne parlava anche in famiglia, ritengono gli inquirenti.