Il popolo di Scampia, nelle difficoltà, amplifica sensi e risorse: «Siamo miracolati - sospira Susy Aruta, 49 anni - Il fatto che siamo tutti sani e salvi mi fa pensare che i miracoli esistono. Ringrazio Dio». Otto piani di vano dell’ascensore della Vela Rossa, poco prima delle 23 dell’altro ieri, si sono sbriciolati e sono crollati sostanzialmente a pochissimi metri da uno degli edifici di via Gobetti 121: alloggi popolari più nuovi, rispetto ai palazzoni simboli di Gomorra oggi in via di demolizione grazie al piano Re-Start Scampia. Le vele sono tornate a spaventare i loro ex inquilini. Tanti dei residenti di via Gobetti sono infatti assegnatari degli ultimi anni: un tempo erano di casa proprio nelle Vele. Da subito, dopo il «terremoto», si sono attivate le istituzioni. Sul posto, in nottata, c’erano la vicesindaca Laura Lieto e l’assessora regionale alla Protezione Civile Fiorella Zabatta.
Dopo la tragedia sfiorata, il Prefetto Michele di Bari ha subito attivato il Ccs. Alla riunione hanno partecipato Regione, Vigili del Fuoco e Comune. Le verifiche di staticità dell’immobile sgomberato ieri sera in via precauzionale hanno dato buoni riscontri, e i 12 i nuclei familiari della scala F di via Gobetti 121 hanno ricevuto ieri sera l’ok a rientrare in casa (gli sfollati erano 300, subito dopo il boato). La Procura ha aperto un’inchiesta per crollo colposo, ma l’area non risulta sotto sequestro: il sindaco ha disposto di «accelerare le opere di demolizione». Le testimonianze Ma la paura è stata enorme. Un «terremoto da 9.1», e subito dopo un blackout. Una polvere infernale e corse disperate per la Vela Rossa in demolizione da dicembre che, d’improvviso, diventa un gigantesco zombie amputato. Sono scene da incubo che si è materializzato, quelle raccontate dagli inquilini di via Gobetti 121, palazzo investito dai detriti con danni marginali. «Un terrore tremendo - prosegue Aruta - Ci siamo svegliati dal botto. Siamo scappati tutti via al buio». Era crollato qualche detrito nei giorni scorsi? «Cadevano giù dei pezzi quando “tagliavano” la Vela per la demolizione. Abbiamo avuto paura anche per la polvere, in quelle case c’era tanto amianto, anche se tolto prima degli interventi. L’ultima volta avevano “tagliato” la vela l’altro pomeriggio, stavano lavorando all’altezza della cassa dell’ascensore. Le cause Stavano facendo cadere man mano i pianerottoli. Eravamo un po’ in ansia, perché la Vela si stava sempre più indebolendo. Poi ieri sera non si è capito più niente: una bomba». «Avevo sentito uno scricchiolio – aggiunge Nando – e mi sono affacciato. Poi è crollato tutto. Per fortuna erano stati eliminati i piani superiori, oppure sarebbe stata una tragedia». Nel crollo è rimasto danneggiato anche un bobcat. «Non c’erano segni che l’edificio si trovasse in fase di crollo - sottolinea Vincenzo Brandi, il Rup del progetto Re-start Scampia - al momento non possiamo escludere nessuna ipotesi». Indebolimento della struttura, infiltrazioni alle fondamenta della Vela (che in passato ha sofferto problemi), o altro. Le cause sono tutte da chiarire: «Sono in corso di valutazione i motivi del crollo - spiega il sindaco Gaetano Manfredi - siamo intervenuti tempestivamente. Ho dato disposizione alle imprese di accelerare il percorso di demolizione. Il futuro di rigenerazione di Scampia rappresenta ancora di più una priorità per noi». «Il sistema regionale di Protezione civile si è immediatamente attivato per garantire assistenza alla popolazione», dice l’assessora Zabatta. Predisposti subito gazebo e kit. «Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento a tutte le componenti del Centro Coordinamento Soccorsi per la straordinaria sinergia istituzionale dimostrata nelle ultime ore - spiega il Prefetto di Bari - La macchina dei soccorsi e della sicurezza ha risposto con efficacia al gravissimo evento del crollo della Vela Rossa. Le verifiche tempestive consentono di confermare, allo stato, l’assenza di feriti o vittime, un dato che allevia la gravità del momento. Il lavoro in sede di Ccs continua». Le voci Presente anche il presidente della Municipalità 8 Nicola Nardella, che spiega: «Ieri sera è arrivato l’ok al rientro per tutti nelle case, alcuni residenti sono diffidenti: stiamo parlando con loro». Dietro la scritta “Gomorra: smettete di nutrirvi delle nostre vittime”, i nuovi alloggi sono quasi pronti. Una palazzina bianca e una nera, tutte nuove. «A settembre», stando ai cronoprogrammi del Comune, ci saranno le prime assegnazioni. Alle spalle ci sono le Vele, di cui resterà solo la Celeste. Qui ieri è stata evitata una nuova tragedia. Evitata, non sfiorata, perché i simboli di Gomorra, per fortuna, erano già evacuati. C’è aria di crollo, a Scampia, ma anche aria di ritorno dello Stato. Questo non è ancora il migliore dei mondi, ma i passi verso il futuro sono concreti, come gli alloggi in via di rifinitura.











