Ieri a Praga il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar, con accanto il suo omologo ceco Petr Macinka, aveva appena terminato di lanciare accuse contro i «governi di sinistra» europei che avrebbero un approccio «radicale e anti-israeliano», quando da Tel Aviv gli hanno inviato il video che il suo collega Itamar Ben Gvir aveva appena pubblicato con orgoglio sui social. In esso si vede il ministro della Sicurezza e leader dell’estrema destra mentre molesta e irride gli attivisti della Global Sumud Flotilla (Gsf), portati contro la loro volontà ad Ashdod dopo essere stati sequestrati in acque internazionali dalla Marina militare israeliana. Saar deve aver sudato freddo: in un attimo ha visto andare in fumo le sue costose iniziative per tentare di migliorare l’immagine internazionale di Israele, precipitata al minimo storico dopo la distruzione di Gaza. Di solito nessuno, o quasi, tra i governanti europei protesta per i prigionieri palestinesi maltrattati e umiliati ogni volta che Itamar Ben Gvir entra nelle carceri israeliane di massima sicurezza. Però stavolta di mezzo ci sono cittadini di paesi occidentali amici di Israele e, di fronte a quelle immagini, persino l’alleata di ferro Giorgia Meloni ha dovuto alzare la voce e protestare.