A metà giugno, l’Europarlamento dovrà votare sul compromesso raggiunto dopo le tre del mattino di ieri tra eurodeputati e il Consiglio dei 27 sull’accordo sui dazi di Turnberry siglato tra Ue e Usa nel luglio 2025 nella sala da ballo del golf club di Donald Trump in Scozia dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Anche i ministri dei 27 implicati devono confermare l’accettazione del compromesso. Il commercio tra Usa e Ue è di 1.700 miliardi l’anno.

L’ultima minaccia di Trump agli europei è un aumento dei dazi su auto e camion al 25% se la Ue non rende operativo l’accordo di Turnberry – zero dazi per gli Usa contro il 15% imposto alla Ue – entro il 4 luglio, giorno della festa nazionale statunitense. La saga delle tariffe doganali sembra senza fine e si incrocia sempre più con l’accusa di Trump agli europei di non aver sostenuto l’attacco israelo-statunitense contro l’Iran, con le minacce di abbandono dell’Ucraina e di ritiro progressivo degli Usa dalla Nato in Europa, e con le tensioni che stanno tornando sulla Groenlandia, a cui il presidente Usa non ha rinunciato.

IL COMPROMESSO Parlamento-stati membri è una nuova tappa nella speranza di evitare una nuova escalation da parte di Trump. Per Ursula von der Leyen «significa che faremo presto la nostra parte nell’impegno preso» e che «insieme possiamo garantire un commercio transatlantico stabile, prevedibile, equilibrato e reciprocamente benefico». Per il cancelliere Frederich Merz «la Ue mantiene gli impegni». La destra Ppe, che ha spinto per il compromesso, è soddisfatta, la Germania in primo luogo voleva evitare ostacoli all’export, in un momento in cui l’economia è in difficoltà, l’industria perde 10mila posti di lavoro al mese e il Mittelstand (media impresa) sta voltando le spalle alla Cdu di Merz per guardare con sempre maggiore insistenza verso gli estremisti dell’Afd. La Francia ritiene che la Ue ha sempre la possibilità di attivare il meccanismo anti-coercizione, nel caso di ripicche Usa. Ma per i Verdi, «la logica transazionale di Trump ha vinto, gli europei non avrebbero dovuto capitolare». Per Left «la Ue ha piegato la schiena e accetta il racket e il ricatto di Trump».