BRUXELLES - Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa - a quanto si apprende - sta sondando i leader dell'Ue per trovare "un punto di caduta comune" sulla difficile questione del possibile negoziato con la Russia in vista del prossimo vertice di giugno. Diverse fonti europee precisano però che il dibattito sul nome è "assolutamente prematuro" e che prima va definita "la posizione" da tenere con Mosca, le eventuali linee rosse nonché cosa l'Ue è disposta a "concedere" al Cremlino in un ipotetico accordo di pace. Al momento, infatti, non c'è accordo. Alcuni Paesi non vogliono nemmeno sentir parlare di concessioni o di poter discutere con il Cremlino di architetture di sicurezza europea.
La novità, però, è che, negli ultimi tempi, è stata la stessa Ucraina a chiedere, pubblicamente, un ruolo dell'Ue al tavolo dei negoziati. Novità questa che sta spingendo il fronte est a moderare l'intransigenza. L'incontro di settimana prossima a Cipro dei ministri degli Esteri viene descritto come un passaggio importante, che produrrà "un documento strategico", ma è poi al livello dei leader che si giocherà la partita. Tra i Paesi c'è "molta competizione", i temi da definire solo molteplici e i tempi non promettono di essere brevi. Ma, viene rilevato, c'è stata un'accelerazione e si sta facendo sempre più spazio la consapevolezza che, con il Cremlino, bisognerà parlare a un certo punto. Il profilo del mediatore resta per ora un tema secondario, viene spiegato. Con un appendice: quella di trovare un nome sul quale tutti e 27 ripongano la proprio fiducia.












