Mario Draghi e Vladimir Putin (foto LaPresse)
Mario Draghi o Angela Merkel, chi rappresenterà l'Europa in un eventuale negoziato con Vladimir Putin? La prossima settimana i ministri degli Esteri degli Stati membri si incontreranno a Cipro per aggiornare la politica dell'Ue nei confronti della Russia. Dallo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022, escluso qualche sporadico tentativo, i canali diplomatici con Mosca sono stati chiusi in nome del sostegno a Kyiv. Ora che gli Stati Uniti sono "impantanati" nelle trattative con l'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz, il telefono dell'Europa potrebbe tornare disponibile. Ma è stallo sul possibile delegato."Per la prima volta siamo davvero soli", dice Mario DraghiI colloquiIl Financial Times ha rivelato che la scelta dei ministri degli Esteri europei potrebbe convergere sull'ex premier italiano, già presidente della Bce, Mario Draghi o sull'ex cancelliera tedesca Angela Merkel. Altri governi avrebbero fatto il nome del presidente finlandese Alexander Stubb e del suo predecessore, Sauli Niinistö. In un'intervista al Corriere di qualche settimana fa, Stubb sosteneva che era arrivata l'ora "di iniziare a parlare con la Russia" rimanendo però vago sulle modalità e le tempistiche: "Quando questo avverrà non lo so. Abbiamo discusso con i leader europei su chi stabilirà il contatto, non lo sappiamo ancora. La cosa più importante è che tutto deve essere coordinato fra noi, soprattutto tra gli E5 (Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Polonia) con i nordici e i baltici, che sono sul confine".Cosa vuole fare davvero Mario Draghi contro la solitudine dell'EuropaLe discussioni tra i vertici comunitari sono quindi in corso, come ha confermato anche il presidente del Consiglio europeo António Costa. L'Ue si sta preparando per "potenziali" colloqui con Putin. Ma le interlocuzioni sono ancora informali e nulla è stato deciso. Secondo una fonte anonima raggiunta dal Financial Times, i capi di Stato e di governo si potrebbero riunire in un vertice a giugno per discutere sulla questione. Così da rispondere alla sponda offerta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky: "Siamo entrambi d'accordo sul fatto che l'Europa debba essere coinvolta nei negoziati", ha dichiarato il 17 maggio dopo una telefonata con Costa. "È importante che abbia una voce e una presenza forti in questo processo, e vale la pena stabilire chi rappresenterà specificamente l'Europa", ha aggiunto.Le preferenzeUn alto funzionario ucraino ha riferito i desiderata di Zelensky. Il presidente vorrebbe "qualcuno come Draghi" o un "leader (di Stato, ndr) forte e attuale" per guidare i colloqui con la Russia. Zelensky vorrebbe approfondire la questione con i capi di Stato e di governo di Francia, Germania e Regno Unito nel corso della settimana.L'ex premier italiano è una figura di grande spessore, riconosciuta a livello internazionale. Da presidente della Bce ha traghettato l'euro fuori dalla crisi finanziaria del 2008 e da quella del debito sovrano. Ha curato il Rapporto sulla competitività economica europea e sul futuro dell'Unione. Ed è sempre molto ascoltato dai vertici politici e non. Draghi potrebbe però pagare la posizione assunta nei confronti della Russia dall'invasione dell'Ucraina in poi. Fino all'ottobre successivo è stato lui alla guida del governo italiano. Nei mesi successivi allo scoppio del conflitto l'ex premier ha spiegato che aveva tentato "fino alla fine" di parlare con Putin. In un discorso alla Camera aveva aggiunto che "la nostra volontà di pace si scontra, però, con quella del presidente Putin. Che non mostra interesse ad arrivare ad una tregua che permetta ai negoziati di procedere con successo". Draghi negli ultimi anni ha sempre lamentato l'inconsistenza dell'Europa sullo scacchiere geopolitico internazionale. In più l'ex presidente della Bce non ha più alcun ruolo di peso.Un difetto che lo accomuna ad Angela Merkel, da dicembre 2021 non più cancelliera federale della Germania. Eppure la politica tedesca è stata tra i più ferventi sostenitori di un dialogo con Mosca. Sotto i suoi governi sono stati costruiti i gasdotti Nord Stream che permettevano al Paese di soddisfare il proprio fabbisogno energetico. L'ex cancelliera ha sempre rivendicato i suoi sforzi per tenere aperto un dialogo con Putin prima della guerra: "La diplomazia non è qualcosa per la quale si possa dire che, se non riesce, è stata sbagliata. Non c'è qualcosa di cui io possa dire, questo è stato un errore e perciò mi scuso". Nonostante non sieda più ai tavoli che contano, Merkel potrebbe essere un profilo utile nella mediazione con Putin. Lo conosce da anni e, dettaglio da non sottovalutare, sa il russo.L'ex cancelliera potrebbe vantare un rapporto che i finlandesi Alexander Stubb e Sauli Niinistö non hanno. L'attuale presidente e il suo predecessore, inoltre, appartengono a un Paese che nel 2023 ha detto addio alla sua neutralità per entrare nella Nato. Su di loro peserebbe l'ostilità di Mosca da tempo in rotta anche con tutto l'ex blocco sovietico dei Paesi dell'Est ora nell'Unione europea. Putin ha sì dichiarato di essere aperto a colloqui con un rappresentante europeo, ma ha sottolineato che l'inviato designato non debba aver detto "ogni sorta di cose sgradevoli" sui russi. Da qui la proposta dell'amico e predecessore di Merkel, Gerhard Schröder. Un'idea già bocciata dai leader europei e da Kyiv.










