Italia e India "sono più vicine che mai", le relazioni sono state elevate "al livello di partenariato strategico speciale" e in tre anni puntano ad aumentare da 14 a 20 miliardi di euro l'interscambio commerciale. Giorgia Meloni definisce "storica" la visita di Narendra Modi a Roma, e rivendica di aver costruito questo percorso coltivando un rapporto di "amicizia" con il leader che dal 2014 guida il governo del Paese più popoloso al mondo. Un attore internazionale cruciale in questo momento di instabilità geopolitica, con cui - in un momento di gelo con gli Usa, e con la Via della Seta archiviata - la premier spiega di condividere la visione "sulle grandi sfide del nostro tempo, stabilità internazionale, difesa delle regole, sicurezza economica, resilienza delle catene del valore, promozione della pace e sviluppo inclusivo". L'ospite è di quelli speciali, e lo dimostra l'attenzione con cui è stato preparato il protocollo di accoglienza, dalla visita notturna al Colosseo, tenuta segretissima fino allo scatto pubblicato sui social poco prima di mezzanotte, alla la cena, nonché la copertura mediatica dell'evento.

Meloni accoglie Modi a Villa Pamphilj

Prima l'editoriale a doppia firma Meloni-Modi, pubblicato sul Corriere della sera e oltre cento testate indiane, in tutte le lingue della penisola abitata da 1,4 miliardi di abitanti. Poi selfie e video sui social, con oltre 9 milioni di visualizzazioni solo per quello su X in cui Modi regala a Meloni una confezione di caramelle 'Melody', come la fusione dei loro cognomi, che diventò un hashtag virale con meme e video fantasiosi, soprattutto in India, alla luce del feeling fra i due leader al G20 di New Delhi, nel 2023. In mattinata il primo ministro indiano viene ricevuto al Quirinale, dove Sergio Mattarella rimarca la "comune volontà di intensificare in ampia misura, al massimo possibile" la collaborazione fra i due Paesi. Poi la delegazione indiana si sposta a Villa Doria Pamphilj, dove Modi ha fatto recapitare un albero di gelso nero, omaggio al governo italiano, che pianterà assieme a Meloni al termine della visita. Al di là di gesti, immagini simboliche e complimenti reciproci (di Modi, la premier apprezza "visione, pragmatismo, leadership, oltre al consenso che continua a mantenere tra suoi i cittadini dopo diversi anni di governo"), l'appuntamento a Villa Pamphilj è servito a punteggiare l'asse passando in rassegna i principali dossier internazionali e bilaterali. Modi predica "dialogo e diplomazia" per risolvere i conflitti, in Iran come in Ucraina. La crisi con Teheran è in cima alla lista delle preoccupazioni, ed è "comune" l'auspicio che il negoziato prosegua e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz sia ripristinata. Non si sarebbe invece parlato, viene assicurato, di un aumento da parte indiana delle forniture di jet fuel all'Italia. Mentre c'è stato un focus sul corridoio economico Imec, catena di infrastrutture che mira a collegare India, Medio Oriente ed Europa. È "straordinariamente importante", nota il vicepremier Antonio Tajani. "Può liberare - sottolinea Meloni - un potenziale straordinario per il nostro commercio, per le nostre imprese e per le nostre relazioni". Il primo ministro indiano lascia Roma assicurando che "c'è una nuova fiducia: stiamo facendo fare un balzo in avanti ai rapporti con l'Italia", dice e facendo riferimento alle "oltre 800 imprese italiane in India". Al pranzo di lavoro, i vertici di alcune società, pubbliche e private, come Almaviva, Maire, Fincantieri, Ferrovie dello Stato, Leonardo, oltre che del Consiglio per la ricerca in agricoltura. Sette le intese scambiate tra i governi, dalla cooperazione industriale sulla difesa alla facilitazione della mobilità di infermieri dall'India all'Italia. E i due leader hanno deciso di lanciare, nel 2027, l'anno della cultura e del turismo Italia-India.