• EditorialiIl ministro della Sicurezza nazionale sventola la bandiera davanti agli attivisti legati e li chiama “sostenitori del terrorismo”. Tajani e Meloni chiedono scuse, Netanyahu e Saar lo scaricano. Israele ha diritto a fermare la Flotilla, ma non può apparire come un paese che gode dell’umiliazione altruidi20 MAY 26Ultimo aggiornamento: 04:38 PMIl premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir (foto Ansa)Le immagini arrivano dal porto di Ashdod. Gli attivisti della Global Sumud Flotilla in ginocchio, le mani legate dietro la schiena, circondati da agenti israeliani. Davanti a loro, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir sventola la bandiera israeliana: “Guardate come sono ridotti, non eroi, sostenitori del terrorismo”. Tra i fermati anche 29 italiani.Il ministro degli Esteri Tajani e la premier Meloni in una nota congiunta hanno definito “inaccettabile” il trattamento, aggiungendo che l’Italia “pretende le scuse”. Anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato il suo ministro (“abbiamo il diritto di fermare la Flotilla ma Ben Gvir ha sbagliato”), come il ministro degli Esteri Gideon Saar: “Tu non sei il volto di Israele”. La risposta di Ben Gvir non si è fatta attendere: “C’è chi nel governo ancora non ha capito come ci si deve comportare con i sostenitori del terrorismo. Israele ha smesso di essere un bambino da prendere a schiaffi. Chi arriva nel nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non gli daremo l’altra guancia”.Saar ha ragione: lo stato ebraico non è Ben Gvir, ma un’impresa di civiltà nata dalla tragedia più grande della storia e un paese che ha costruito in mezzo a nemici dichiarati una democrazia imperfetta ma vitale. Ben Gvir rappresenta una componente reale del panorama politico israeliano: quella della destra cresciuta nella frustrazione di attentati, missili e intifade, e nella sensazione che il mondo pretenda da Israele solo comportamenti da “bambino da prendere a schiaffi”, come ha detto lui stesso. Ma Israele non può permettersi di apparire come un paese che gode dell’umiliazione altrui e di chi gli è ideologicamente ostile. La deterrenza non si esercita con gesti che regalano propaganda all’avversario.Scopri anchedidididi
Israele è migliore di Ben Gvir
Il ministro della Sicurezza nazionale sventola la bandiera davanti agli attivisti legati e li chiama “sostenitori del terrorismo”. Tajani e Meloni chiedono scuse, Netanyahu e Saar lo scaricano. Israele ha diritto a fermare la Flotilla, ma non può apparire come un paese che gode dell’umiliazione altrui










