«Volevo ringraziare innanzitutto dell’impegno con cui avete sostenuto mia figlia (...) una telefonata di ringraziamento era obbligatoria, lo sai che è uscita? E quindi è consigliera?». A parlare è Vito Lorusso, oncologo imputato a Bari, insieme alla figlia Maria Carmen, per scambio elettorale politico-mafioso relativamente alle elezioni comunali baresi del 2019. La conversazione, intercettata dagli inquirenti e letta oggi in udienza, è tra Lorusso e Massimo Parisi, ex dipendente Amtab e fratello del boss 'Savinuccio' del quartiere Japigia, anche lui imputato.
Secondo la Dda di Bari, che con l’inchiesta 'Codice interno' ha svelato i presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria in città, l’elezione al consiglio comunale di Bari di Maria Carmen Lorusso, nel 2019, sarebbe stata favorita dai voti raccolti da suo marito, l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri (per questo condannato a 9 anni in abbreviato) da tre clan di Bari. Un ruolo, per gli inquirenti, l’avrebbe giocato anche Vito Lorusso, medico curante di uno dei nipoti di Parisi. Nell’udienza di oggi - con 15 imputati - è stato sentito l'ispettore della squadra mobile Salvatore Attimonelli, che si è occupato delle indagini coordinate dai pm Fabio Buquicchio e Marco D’Agostino e che ha letto alcune intercettazioni finite nel fascicolo del dibattimento. La maggior parte delle intercettazioni riguardano Giacomo Olivieri, che - secondo la Dda - si sarebbe accordato in prima persona con esponenti dei clan Parisi, Montani e Strisciuglio di Bari.






