Domenica 17 Maggio 2026 | 10:25

Mercoledì 13 Maggio 2026, 12:29

Maria Carmen Lorusso non aveva i requisiti per essere ammessa alla selezione e ha poi reso una dichiarazione non veritiera al momento della sottoscrizione della borsa di studio. E’ per questo che stamattina 13 maggio una delibera del Policlinico di Bari ha annullato «in autotutela» gli atti che hanno portato l’ex consigliera comunale, 40 anni, a vincere il contratto da 25mila euro lordi per 12 mesi come data manager del progetto di ricerca Ubuntu.

La decisione è arrivata dopo la verifica straordinaria disposta dal direttore generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce, dopo la richiesta di approfondimenti formulata dal governatore Antonio Decaro e un parere tecnico-giuridico dell’Avvocatura regionale secondo cui la Lorusso, imputata a Bari nello stralcio con rito ordinario del processo Codice Interno non aveva i requisiti per l’ammissione alla procedura selettiva trattandosi di un reato di mafia incompatibile con l’impiego pubblico. Un reato per il quale la stessa Regione si è costituita parte civile nei confronti della Lorusso, così come aveva fatto nei confronti del marito condannato a 9 anni.

La delibera dispone l’esclusione della Lorusso dalla selezione e quindi anche la decadenza immediata del contratto firmato a marzo. La ex consigliera comunale era risultata prima nella graduatoria formulata dalla commissione guidata dal primario di Oncologia medica, Camillo Porta. «È evidente - replica Luca Castellaneta, avvocato della Lorusso - che le motivazioni sottese alla delibera sono infondate in quanto la dott.ssa Lorusso non ha rilasciato alcuna dichiarazione falsa o non veritiera. Ovviamente sarà proposta tempestivamente l'impugnazione dell’atto nelle sedi giudiziarie competenti».