Giacomo Olivieri non si sarebbe limitato a muoversi nel perimetro di una normale attività politica, ma avrebbe partecipa consapevolmente a un accordo elettorale illecito con soggetti inseriti nella criminalità organizzata barese finalizzato alla raccolta di voti in occasione delle Comunali del 2019 a Bari per far eleggere la moglie Maria Carmen Lorusso. E’ questa la valutazione del gup di Bari, Giuseppe De Salvatore, nelle motivazioni della condanna in abbreviato per l’ex consigliere regionale i gli altri 102 imputati di «Codice Interno».
In 1.723 pagine sono ricostruite la genesi dell’indagine della Dda di Bari e lo spaccato che ne emerge. L’inchiesta della Dda di Bari riguarda infatti i vertici e gli affiliati del clan Parisi-Palermiti del quartiere Japigia e si basa anche sui racconti dei collaboratori di giustizia a partire da Domenico Milella. Tra le posizioni più rilevanti quella di Savino Parisi, detto Savinuccio, capo storico del sodalizio, e di Eugenio Palermiti, entrambi riconosciuti responsabili del reato associativo. Condanne significative riguardano anche Tommaso Lovreglio, figura di collegamento tra i gruppi criminali e le dinamiche operative. L’organizzazione mafiosa, secondo il Gup, era in grado di gestire traffici di droga, estorsioni, armi, ma anche influenzare il voto, confermando quindi una piena integrazione tra attività mafiosa e interessi economico-sociali.






