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Nicolò Delvecchio

Olivieri è il principale imputato dell’inchiesta di Dda e squadra mobile di Bari «Codice interno», che ha svelato i presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria in città

È stato condannato a 9 anni di reclusione Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale arrestato il 26 febbraio 2024 e finito a processo a Bari per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione. Olivieri è il principale imputato dell’inchiesta di Dda e squadra mobile di Bari «Codice interno», che ha svelato i presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria in città. Secondo l’accusa, nel 2019 avrebbe raccolto (a pagamento) i voti da tre clan di Bari – Parisi, Strisciuglio e Montani – per favorire l’elezione al consiglio comunale della moglie, Maria Carmen Lorusso, poi effettivamente eletta in una lista del centrodestra. Per farlo, secondo la Dda avrebbe consegnato soldi e buoni a persone vicine ai tre clan.

Ai domiciliari a ParabitaIn carcere per oltre un anno dal suo arresto, da qualche mese Olivieri è ai domiciliari a Parabita, nel Salento, in casa del fratello. Interrogato in aula nel febbraio 2025, l’ex consigliere regionale negò di conoscere la vicinanza ai clan delle persone con cui si era interfacciato durante la campagna elettorale, ammettendo però di aver consegnato soldi e buoni per far arrivare i voti alla moglie. È poi indagato per calunnia nei confronti di Emiliano e imputato per rivelazioni di segreti d’ufficio: nel 2019 avrebbe dato a un finanziere il numero del direttore della testata di cui Olivieri era editore affinché gli rivelasse un’operazione che le fiamme gialle avrebbero eseguito il giorno successivo.