Tante parole sulla libertà di informazione, ma alla fine la destra punta al colpo grosso: cancellare il contratto nazionale dei giornalisti per decreto. O meglio con un emendamento. Alla Camera è stato preparato un blitz in piena regola per tendere una mano agli editori sul rinnovo del contratto, al centro di una vertenza da mesi, che attende il rinnovo dal 2016, ormai dieci anni fa. I giornalisti hanno scioperato in tre occasioni, da novembre ad aprile.

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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante una conferenza stampa, aveva ribadito che il governo era dalla parte dei lavoratori, senza entrare nei dettagli perché non era competenza della politica. Ma la maggioranza va da tutt’altra parte. La Lega, con un emendamento al decreto Lavoro in esame alla Camera, vuole cancellare con un tratto di penna tutti i contratti che non sono stati rinnovati per un periodo superiore ai 6 anni.

Tra questi c’è proprio quello dei giornalisti, insieme a quello della sanità privata e dell’industria turistica (limitatamente ad alcune associazioni datoriali). Un’iniziativa che suona come un regalo alla Fieg, la federazione degli editori, che vanta buoni uffici con il ministero del Lavoro, guidato da Marina Elvira Calderone.