L’Iran ha ulteriormente «consolidato» il suo controllo sullo Stretto di Hormuz e lo ha fatto attraverso posti di blocco militari, controlli sulle navi, accordi diplomatici e tariffe per il passaggio sicuro delle imbarcazioni.

Lo scrive sul suo sito la Reuters, evidenziando che un ruolo centrale ce l’hanno i pasdaran. Nel nuovo sistema di transito a più livelli si dà la precedenza alle navi legate ad alleati come Cina o Russia, mentre per altre imbarcazioni potrebbero richiedere accordi intergovernativi o pagamenti che, secondo le fonti contattate da Reuters, sono superiori ai 150mila dollari.

Il nuovo sistema, dunque, può prevedere anche accordi con singoli governi, anche se non alleati. Oltre al pagamento di pesanti commissioni. Sono insomma i pasdaran a decidere chi può passare e chi no per quella che è la via di transito di un quinto delle forniture petrolifere mondiali, la cui chiusura ha gettato nel caos l’economia globale.

C’è chi paga, chi passa grazie ad alleanze politiche, chi viene respinto. Questa è la nuova normalità secondo una ventina di fonti consultate dall’agenzia. I pagamenti e nomi degli armatori che hanno pagato le autorità iraniane sono custoditi segretamente, tali pagamenti infatti violerebbero le sanzioni Usa contro Teheran. E il fatto, accertato, che gli armatori trattino direttamente con l’Iran, dimostra il grado di controllo che hanno i pasdaran sullo Stretto.