Lavoro

“In Italia per quanto riguarda gli stabilimenti Stellantis abbiamo una situazione emergenziale. Servono interventi immediati, a partire da Cassino”. A rivendicarlo nel corso di una conferenza stampa a Roma è stato Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità, alla vigilia degli annunci ufficiali dell’ad Antonio Filosa, in programma giovedì a Auburn Hills, in Michigan (e in buona parte anticipati in questi giorni, compresa la decisione per l’Italia di lanciare il progetto E-car nella fabbrica di Pomigliano d’Arco, in sostituzione delle due city car già previste nel 2028). La Fiom-Cgil ha così presentato il suo contropiano industriale per il rilancio, nelle stesse ore in cui le cui le principali alleanze con i partner cinesi della casa costruttrice di auto virano verso la Spagna e la Francia.

“La partnership Stellantis-Dongfeng e l’assemblaggio in Francia a Rennes il segnale ulteriore del ridimensionamento delle produzioni in Italia? Al momento l’Italia risulta esclusa da tutta questa situazione di joint venture e alleanze”, ha continuato il segretario nazionale Fiom-Cgil, presentando i dati su Stellantis elaborati dal sindacato alla vigilia dell’Investor Day. Il sindacato chiede che eventuali nuove collaborazioni industriali portino “produzioni aggiuntive e non sostitutive” rispetto a quelle attuali: “Vogliamo soprattutto che siano accordi che prevedano l’utilizzo di tutta la catena e la filiera della componentistica insediata oggi nel nostro Paese”, ha aggiunto Lodi. “Non abbiamo bisogno di fabbriche cacciavite, abbiamo bisogno di fabbriche che producano più auto utilizzando i componentisti insediati nel nostro Paese”, ha sottolineato il dirigente Fiom.