L’ad di Stellantis, Antonio Filosa, incontrerà i sindacati a Torino il 20 ottobre. Sarà un appuntamento conoscitivo, ma in cui le sigle metalmeccaniche puntano a rinsaldare il patto con la società per riorganizzare e salvaguardare gli stabilimenti italiani oltre che definirne una volta per tutte il ruolo sullo scacchiere del gruppo.

A giugno Stellantis in Italia aveva sfornato 221.885 veicoli, un terzo in meno di quelli assemblati nel 2024. La cassa integrazione continua a fiaccare il 62% dei lavoratori e la produzione è rallentata tanto che la Fim Cisl ipotizzava di chiudere l’anno con 440 mila veicoli contro i 475mila del 2024. Quest’anno si attendeva il lancio di 10 modelli, ma alcuni sono stati rinviati come le nuove Stelvio e Giulia a Cassino. «Diventa fondamentale che l’ad faccia chiarezza su un rilancio del piano industriale Italia. C’è la conferma del piano che c’è stato illustrato all’inizio di quest’anno, ma non basta. Serve fare di più, servono scelte ancora più importanti ci sono degli stabilimenti che sono in forte sofferenza», puntualizza Ferdinando Uliano, segretario Fim Cisl. Simone Lodi, segretario Fiom Cgil e responsabile nazionale automotive dice che «l’apertura di un confronto è un fatto positivo come premessa per affrontare la difficile situazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Stellantis in Italia».