Philips, Healthcare Informatics Connect a Milano
Milano, 20 mag. (askanews) – La sanità digitale italiana guarda sempre più all’integrazione tra dati, immagini cliniche e Intelligenza Artificiale. A Milano, l’evento “Healthcare Informatics Connect” promosso da Philips ha riunito esperti del settore sanitario e tecnologico per discutere delle nuove sfide della trasformazione digitale in sanità. Secondo Philips, il vero salto di qualità passa dalla capacità di far dialogare sistemi e informazioni sanitarie lungo tutto il percorso di cura. Ha parlato così Roberta Ranzo, responsabile del business dell’informatica sanitaria per Philips Italia, Grecia e Israele: “Le priorità strategiche e la sfida della sanità digitale, sicuramente è quella di rendere il dato fruibile in contesti più ampi, quindi sia da un punto di vista regionale che a livello nazionale. E di conseguenza, uno dei temi chiave che si è vinto anche durante il dibattito di oggi, è proprio quel tema dell’interoperabilità, che diventa un fattore fondamentale proprio affinché il dato viaggi in maniera molto semplice all’interno delle strutture. E come Philips stiamo investendo in maniera molto significativa su questo aspetto”.
L’evento ha acceso i riflettori anche sull’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale in radiologia. Una trasformazione che, come spiegato dall’esperto internazionale Woojin Kim, Chief Strategy Officer and Chief Medical Information Officer at HOPPR e Chief Medical Officer dell’American College of Radiology Data Science Institute, non punta a sostituire il medico, ma a ridurre il carico amministrativo e migliorare i workflow clinici attraverso strumenti sempre più integrati nei processi diagnostici. Ne ha parlato Davide Ippolito, Responsabile S.S. Radiologia d’Urgenza e Imaging Innovativo della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori: “L’intelligenza artificiale sta traghettando verso il futuro l’immagine radiologica, intesa come implementazione sia dell’efficienza che della performance diagnostica da radiologo, che passa dalla riduzione dei tempi di acquisizione al miglioramento finale della qualità delle immagini a un referto più riproducibile, il tutto atto al fine di targhettizzare la terapia del paziente”.








