Fino a un paio di decenni fa, il percorso diagnostico di un paziente passava quasi invariabilmente per una lastra stampata in scala di grigi e esaminata dall’occhio clinico del radiologo. Oggi, quello stesso occhio è supportato da reti neurali in grado di analizzare milioni di voxel – i pixel tridimensionali delle scansioni mediche – per scovare alterazioni tissutali altrimenti invisibili alla vista umana: la radiologia ha abbracciato l’intelligenza artificiale e l’imagingmolecolare. Tuttavia, l’infrastruttura tecnologica necessaria per questa evoluzione ha costi e oneri che la spesa pubblica, da sola, fatica a coprire in tempi rapidi: è proprio su questo che clinici, istituzioni e rappresentanti del terzo settore si sono confrontati al Policlinico di Milano, nel corso del convegno “Milano e Roma si incontrano per una sanità pubblica più vicina ai cittadini”, con il patrocinio della Società italiana di radiologia medica e interventistica(Sirm), con l’obiettivo di promuovere un confronto sulla radiologia e sul valore della collaborazione tra pubblico, privato accreditato e terzo settore. Tra le realtà maggiormente impegnate in questo percorso segnaliamo la Fondazione Leonardo Del Vecchio e la Fondazione Roma, da sempre attive nel sostegno alla sanità, alla ricerca scientifica e ai progetti destinati a migliorare la qualità dell’assistenza e l’accesso alle cure sul territorio.