Le rinnovabili italiane tornano a crescere ad aprile, ma il passo resta ancora lontano da quello necessario per recuperare il ritardo accumulato sugli obiettivi al 2030. La società che gestisce la rete elettrica nazionale in alta tensione ha appena aggiornato i dati al ad aprile: nell’ultimo mese la capacità rinnovabile in esercizio è aumentata di 761 MW, un valore superiore di 232 MW rispetto ad aprile 2025, pari a un incremento del 43,9%. Il dato mensile è dunque positivo, ma inserito nel quadro dei primi quattro mesi dell’anno restituisce un avanzamento ancora troppo lento: tra gennaio e aprile sono stati installati complessivamente 2.400 MW di nuova capacità rinnovabile, che proiettati sull’intero 2026 porterebbero a circa 7,2 GW. Più o meno la metà dei 15 GW annui che rappresentano ormai la soglia minima per rimettere l’Italia su una traiettoria coerente col Piano nazionale integrato energia e clima.

Ad aprile il fabbisogno elettrico nazionale è stato pari a 23,9 miliardi di kWh, in aumento dell’1,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. La richiesta di energia elettrica è stata soddisfatta per il 31,7% da fonti non rinnovabili, per il 49,5% da fonti rinnovabili e per la quota restante dal saldo estero. La produzione nazionale ha coperto l’81,2% della domanda, mentre il 18,8% è arrivato dal saldo con l’estero, cresciuto del 32,4% per effetto dell’aumento dell’importazione (+25,2%) e della riduzione dell’esportazione (-32,1%).