Il mondo delle batterie per auto elettriche ha assistito a una prova di resistenza senza precedenti che ha visto protagonista la Blade Battery 2.0, la seconda generazione della tecnologia litio-ferro-fosfato (LFP) presentata da BYD a Shenzhen. Un team di blogger cinesi ha deciso di testare i limiti di questo componente attraverso una diretta streaming su Weibo, utilizzando metodi decisamente poco convenzionali e brutali per metterne alla prova l’integrità. L’obiettivo della dimostrazione era verificare se la nuova cella potesse mantenere gli elevati standard di sicurezza promessi dal produttore anche sotto stress meccanico estremo.
Otto ore di assedio tecnologico
Il pacco batteria è stato sottoposto a una vera e propria sessione di “tortura” durata otto ore consecutive, durante le quali sono stati impiegati utensili pesanti come seghe elettriche, smerigliatrici angolari, leve e martelli. Prima di questo assalto meccanico, la batteria era stata sottoposta a un congelamento di 40 ore a temperature bassissime, una procedura pensata per rendere i materiali più fragili e facilitarne la rottura.
Nonostante l’aggressività dei blogger, che hanno cercato in ogni modo di provocare una reazione termica o un incendio, la Blade Battery 2.0 ha confermato una stabilità eccezionale. Al termine della prova, il pacco non ha mostrato segni di surriscaldamento, non ha preso fuoco e non ha riportato cortocircuiti, superando indenne una situazione che avrebbe distrutto la maggior parte delle batterie NMC concorrenti. Questo risultato evolve quanto già visto con la prima generazione, celebre per aver superato il “test del chiodo” senza fiamme.











