Le missioni delle varie Flotille dimostrano con estrema chiarezza due cose. Primo, l’esistenza di un grande movimento di solidarietà, nonviolento ma fortemente determinato, che comprende persone di ogni origine ed estrazione e non si piega di fronte alle minacce e ai soprusi. Secondo, quella di uno Stato terrorista e canaglia che non rispetta né il diritto internazionale né le più elementari norme di umanità.

Il governo italiano, col suo vergognoso silenzio, all’ombra del quale continua in realtà ad alimentare in vario modo la macchina del genocidio, sceglie ancora una volta di stare dalla parte degli assassini. È dovere costituzionale di ogni cittadino italiano mobilitarsi per porre fine a questo scandalo inaudito.

Infatti la nostra Costituzione sia nei suoi principi generali (dovere di solidarietà previsto dall’art. 2) che nelle chiarissime norme di cui all’art. 10 (conformità al diritto internazionale) e all’art.11 (ripudio della guerra) impone alla Repubblica di operare per l’instaurazione e la salvaguardia in ogni circostanza di un ordinamento internazionale atto a garantire a ogni essere umano, nessuno escluso, di godere della pace e dei diritti umani, a partire da quello fondamentale all’autodeterminazione.