di Paolo Ghion

Riguardo la missione umanitaria ad opera della Global Sumud Flotilla, non possono sorprendere le scomposte reazioni politiche e giornalistiche affini, piuttosto è grazie a loro che ha avuto maggiore pubblicità. Ad esempio settimane fa ho ascoltato in radio riferirsi alle prime fasi della missione come ad una spedizione di estremisti di sinistra e dei centri sociali.

Conosciamo la natura di certi personaggi e anche la cronaca passata racconta come loro stessi indichino la via.

Partiamo dal presupposto che quando si presenta un evento, qualunque esso sia, viene politicizzato per diverse ragioni, sovente la politica lo fa inoculandovi anche tutte le posizioni dei diversi schieramenti. Sembra un controsenso, ma una politica che non politicizza sarebbe la migliore forma di politica. Scordiamoci l’idea che dinnanzi a certi principi (che la nostra Costituzione e la nostra umanità garantiscono), dovremmo essere dalla stessa parte. Anche sui diritti fondamentali, i nostri rappresentanti piroettano tra le parole per costruire quintalate di contesto che adducano una posizione piuttosto che un’altra.

Il secondo aspetto è che la politica arriva sempre in ritardo, per cui è inevitabile che la gente si muova per conto proprio quando le istituzioni non lo fanno. Eticamente parlando, è interessante che ci sia una sorta di tolleranza verso alcuni cittadini che violano le leggi, non so come dire… pare ci si veda una sorta di spirito imprenditoriale; d’altra parte quando si risponde all’inerzia dello Stato tentando di colmarne le lacune, si viene trattati come chi infrange la legge pur rispettandola. Inoltre è curioso che nel nostro paese siano contemplati casi in cui il cittadino ha persino la facoltà di arrestare un criminale.