L’iniziativa della Global Sumud Flotilla ha probabilmente già raggiunto il suo obiettivo politico, allo stesso tempo scuotendo il sistema politico italiano e di altri paesi europei.
Mi sembra utile ricostruirne brevemente la storia. Associazioni e singoli individui di diversi paesi hanno preparato una operazione logisticamente complessa: portare direttamente a Gaza aiuti umanitari. L’obbiettivo primario e dichiarato è importante perché i blocchi di Israele hanno causato una vera e propria carestia, che si aggiunge al genocidio diretto con le armi. La politica europea semplicemente non c’è. Quella degli Stati ancora meno. Prevalgono le posizioni di cautela sotto pressione delle comunità ebraiche, il perdurante senso di colpa per l’anti-ebraismo europeo durato per secoli e culminato con l’Olocausto e i rilevanti interessi economici nel commercio con Israele.
E’ la società civile europea che si mobilita. L’iniziativa è stata preparata bene e gli attivisti sono ben consapevoli di quello che può succedere e sta succedendo: nella migliore delle ipotesi verranno fermati dall’Esercito Israeliano, detenuti in qualche carcere per un po’ di tempo e poi rispediti in Europa. Sempre che la follia israeliana non prenda un’altra piega, ancora più irrazionale, illegale e violenta.












