Gli economisti di viale dell'Astronomia rilevano che la chiusura dello stretto di Hormuz, "con transito di navi ancora ai minimi, tiene alto il prezzo del petrolio Brent, a maggio poco sopra i livelli di aprile, mentre si conferma che questa guerra, a differenza di quella in Ucraina, impatta meno sul prezzo del gas"
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Lo scenario continua a deteriorarsi. Il petrolio resta caro. Con il prolungarsi di tale shock, si va ampliando il suo impatto sulle economie: cresce l'inflazione anche in Italia, scende ancor più la fiducia delle famiglie e il calo si estende a quella delle imprese, rischia di bloccarsi il canale del credito. Perciò sono a rischio frenata i consumi e i servizi, mentre l'unico driver per la produzione dell'industria restano, per ora, gli investimenti del PNNR. Lo dichiara Confindustria.
Il petrolio è ancora caro
Gli economisti di viale dell'Astronomia rilevano che la chiusura dello stretto di Hormuz, "con transito di navi ancora ai minimi, tiene alto il prezzo del petrolio Brent, a maggio poco sopra i livelli di aprile, mentre si conferma che questa guerra, a differenza di quella in Ucraina, impatta meno sul prezzo del gas, che a maggio resta sotto il picco di marzo (53), ma su valori ben più alti rispetto a fine 2025".







