L’accessibilità dei contenuti online è un diritto imprescindibile: semplificare la scrittura aiuta i sistemi web a raggiungere tutti gli utenti, senza discriminazioni.Questo include non solo chi vive con disabilità permanenti, ma anche persone in ambienti sfavorevoli o con disabilità temporanee. In Italia, circa il 5,2% della popolazione (circa 3,15 milioni di persone) convive con una disabilità: ignorare l’accessibilità significa, di fatto, escludere milioni di cittadini dal diritto all’informazione e alla partecipazione sociale.Indice degli argomenti

Servizi ubblici digitali: l’importanza della semplificazioneIl contributo dell’IA: da strumento a “copilota” della scrittura1. Misurare la leggibilità: l’Indice Gulpease2. Prompt efficaci per la leggibilità e la semplificazioneChiudere il cerchio: la raccolta dei feedbackAmbiti di applicazione e casi pratici per i portali del cittadinoConclusioneServizi ubblici digitali: l’importanza della semplificazione Rendere un testo accessibile significa operare una semplificazione che avvicina il contenuto alla persona, abbattendo le barriere linguistiche. Un sito web accessibile non solo rispetta i principi di giustizia sociale e le normative vigenti (come la Legge Stanca o lo European Accessibility Act), ma migliora nettamente l’esperienza utente (UX) e favorisce il posizionamento sui motori di ricerca (SEO).In questo panorama, il CSI Piemonte riveste un ruolo attivo, agendo come partner strategico per oltre 140 Enti soci. Da quasi 50 anni, il Consorzio accompagna la Pubblica Amministrazione nella trasformazione digitale, progettando e gestendo ecosistemi in cui l’accessibilità non è un semplice adempimento normativo, ma un pilastro metodologico fondante. Oggi osserviamo una netta convergenza tra accessibilità tecnica e web writing: la qualità di un servizio digitale non dipende più solo dal codice, ma dalla chiarezza del linguaggio con cui il cittadino interagisce. In CSI crediamo nella validazione sul campo: attraverso collaborazioni stabili con le associazioni di persone con disabilità, testiamo i nostri prodotti affinché l’accessibilità sia un’esperienza reale, collettiva e in continua evoluzione, allineata ai più recenti standard nazionali ed europei.In questi processi, CSI Piemonte utilizza l’IA sia come strumento di supporto alla progettazione di soluzioni, sia come oggetto di formazione. All’interno dei nostri progetti, integriamo assistenti digitali basati su IA e algoritmi di Natural Language Processing (NLP) per semplificare l’interazione dei cittadini e facilitare il reperimento delle informazioni. Simultaneamente, nei nostri percorsi formativi sul web writing accessibile, insegniamo l’uso critico e consapevole di tool di IA generativa, formando le redazioni nel Prompt Engineering per utilizzare la macchina come “copilota” nella semplificazione dei testi amministrativi, nella verifica istantanea della leggibilità e nella simulazione di diverse prospettive utente.Il contributo dell’IA: da strumento a “copilota” della scritturaL’IA non deve essere intesa come un sostituto del giudizio umano, ma come un potenziatore che opera secondo il principio del “Human-in-the-loop”: l’elaborazione formale è affidata alla macchina, mentre la supervisione finale e la responsabilità legale restano al redattore.Il contributo dell’IA al web writing accessibile si manifesta in tre aree chiave:1. abbattimento dei costi cognitivi: tradurre il “burocratese” o linguaggi tecnici complessi in un linguaggio chiaro richiede tempo e sforzo mentale. L’IA può eseguire una prima semplificazione del testo in pochi secondi;2. verifica e diagnosi: gli strumenti di IA possono analizzare istantaneamente la leggibilità di un contenuto, identificando gli elementi che ostacolano la comprensione;3. simulazione dell’utente: è la capacità dell’IA di simulare il punto di vista di profili specifici per individuare passaggi critici nella comprensione.L’integrazione consapevole di questi strumenti permette di creare un ecosistema digitale realmente inclusivo.Una panoramica dei principali strumentiPrima ancora di scegliere strumenti o tecniche di semplificazione, è fondamentale porsi una domanda: per chi stiamo scrivendo? Individuare il target di riferimento è il primo passo per produrre contenuti accessibili.Un testo destinato a cittadini con competenze digitali di base, ad esempio, richiederà un linguaggio diverso rispetto a uno rivolto a professionisti o tecnici.Definire il pubblico permette di calibrare lessico, struttura delle frasi e livello di dettaglio, trasformando l’accessibilità da principio teorico a pratica concreta di progettazione dei contenuti.1. Misurare la leggibilità: l’Indice GulpeasePer scrivere in modo accessibile, il primo passo è misurare quanto un testo sia comprensibile. Per la lingua italiana, lo standard di riferimento è l’Indice Gulpease.Si tratta di una formula matematica che valuta la leggibilità di un testo, basandosi sulla lunghezza delle parole e delle frasi. L’indice varia da 0 a 100; un punteggio di 100 indica un testo estremamente facile mentre un valore inferiore a 60 indica un testo adatto solo a chi possiede un diploma superiore.Utilizzarlo correttamente permette di adattare il linguaggio al target di riferimento.Esistono tool online, come quelli del Dylan Lab–CNR, o chatbot come ChatGPT e Gemini che possono calcolare o simulare questo indice.2. Prompt efficaci per la leggibilità e la semplificazioneL’uso di prompt strategici trasforma i modelli di linguaggio in revisori capaci di simulare il punto di vista di utenti specifici, come ad esempio anziani o persone con scolarizzazione di base. Questo è utile per testare la reale comprensibilità di un testo. Attraverso istruzioni mirate, è possibile richiedere all’IA di individuare “frasi treno”, eliminare “mattoni lessicali” o riscrivere i contenuti seguendo le regole del linguaggio semplice (plain language).Chiudere il cerchio: la raccolta dei feedbackIl feedback qualitativo rappresenta una risorsa preziosa per chi scrive per il web: esso raccoglie opinioni e narrazioni espresse a parole, permettendo di comprendere i sentimenti, i pensieri e le reali necessità degli utenti.Per impiegare questa ricchezza informativa in modo efficace, si possono utilizzare diversi strumenti:• sondaggi e questionari: piattaforme che permettono di creare indagini personalizzate con domande aperte;• sistemi integrati on-page: l’inserimento di strumenti contestuali direttamente nelle pagine web — come i pulsanti “Ti è stata utile questa pagina?” o brevi moduli di valutazione — consente di raccogliere feedback immediati sull’utilità e sulla chiarezza dei contenuti.I feedback devono poi essere sottoposti a un processo di analisi e codifica, ovvero alla categorizzazione sistematica dei commenti per temi ricorrenti (ad esempio: “chiarezza del servizio”, “esaustività delle informazioni”, etc.). Solo attraverso questa organizzazione è possibile trasformare le opinioni degli utenti in azioni di miglioramento.Come ben esplicitato nelle Linee Guida di AGID, “monitorare i dati emersi da rilevazioni quantitative e qualitative è fondamentale per capire se un sito o servizio è stato progettato bene o meno e per comprendere i punti di forza e di debolezza su cui far leva, per migliorare l’esperienza d’uso degli utenti. Un sito o un servizio non è mai definitivo, anzi è in continua evoluzione, proprio per far fronte ai bisogni degli utenti che continuamente emergono dalle analisi che vengono effettuate.”Ambiti di applicazione e casi pratici per i portali del cittadinoL’uso dell’IA per l’accessibilità dei contenuti trova applicazione concreta soprattutto nei portali di comunicazione istituzionale rivolti ai cittadini, dove la distanza tra chi scrive (tecnici, funzionari, giuristi) e chi legge (l’utente comune) è spesso molto ampia.Alcuni scenari pratici:revisione e semplificazione dei testi: i portali della PA accumulano nel tempo pagine redatte con linguaggio burocratico o tecnico. L’IA può analizzare questi testi, calcolare l’Indice Gulpease e proporre versioni semplificate, riducendo drasticamente i tempi di revisione editoriale;supporto in fase di pubblicazione: integrata negli strumenti di content management (CMS), l’IA può assistere il redattore in tempo reale: segnalare frasi troppo lunghe, suggerire alternative lessicali più semplici, verificare la struttura prima della pubblicazione;simulazione di utenti con esigenze specifiche: attraverso prompt mirati, è possibile far “leggere” un testo all’IA simulando, ad esempio, il punto di vista di un anziano, di un non madrelingua o di una persona con bassa scolarità, ottenendo indicazioni precise sui punti di difficoltà — senza dover attendere test utente formali;generazione di alternative testuali: oltre alla scrittura, l’IA facilita la creazione di descrizioni accurate per immagini (alt-text) e trascrizioni di contenuti multimediali, rendendo i portali pienamente fruibili anche da chi utilizza screen reader;assistenti alla navigazione conversazionali: l’integrazione di chatbot basati su LLM (Large Language Models) all’interno dei siti istituzionali permette ai cittadini di “interrogare” i contenuti del portale. Invece di navigare tra complessi menu alberati, l’utente può chiedere: “Cosa devo fare per rinnovare il pass residente?”, ottenendo una risposta chiara, sintetica e accessibile basata sui documenti ufficiali;personalizzazione dell’interfaccia basata sul feedback: analizzando i dati di interazione e i feedback qualitativi, l’IA può suggerire ai redattori quali aree del sito risultano ostiche, permettendo interventi correttivi mirati per migliorare la leggibilità.In un contesto come quello di CSI Piemonte, dove la gestione di portali per enti pubblici si intreccia con attività di formazione e affiancamento alle redazioni, questi strumenti offrono un’opportunità concreta: non solo migliorare i singoli testi, ma costruire processi editoriali strutturalmente più accessibili, in cui la qualità della comunicazione è misurabile, iterabile e condivisa tra gli attori coinvolti.ConclusioneL’IA non deve sostituire il redattore, ma potenziarlo; mentre l’IA lavora sulla forma e sulla semplificazione del linguaggio, resta responsabilità umana verificare che il contenuto sia accurato, corretto e realmente inclusivo. Integrare l’Indice Gulpease, prompt di valutazione mirati e una solida gestione dei feedback permette di creare un ambiente digitale dove l’informazione è davvero per tutti.L’IA non garantisce automaticamente l’accessibilità, ma consente di sistematizzarla. Sta al redattore trasformare questa potenza tecnica in valore aggiunto.