Le Ferrovie della Calabria portano il Comune di Vibo Valentia davanti al Tribunale civile e presentano il conto a Palazzo Luigi Razza: 495.603 euro, oltre interessi moratori e spese legali. Una cifra pesante, contenuta in un ricorso che apre un nuovo fronte giudiziario e finanziario per un ente già alle prese con equilibri di bilancio delicati.
Al centro della controversia ci sono aree, capannoni e immobili di proprietà della società regionale che, secondo quanto sostenuto da Ferrovie della Calabria, sarebbero stati utilizzati per anni dal Comune senza il pagamento integrale dei canoni dovuti e, in alcuni casi, senza più un titolo valido. Nel ricorso si parla di occupazione abusiva, grave morosità e violazione dei principi di correttezza e buona fede. Ora sarà il giudice civile a stabilire se le pretese avanzate dalla società siano fondate e in quale misura il Comune sia tenuto a rispondere.
Vent’anni di canoni non pagati
La vicenda prende avvio nel 2001, quando il Comune ottiene in concessione una porzione di terreno di 1.440 metri quadrati nel piazzale della stazione di Vibo Valentia per la realizzazione di un centro mercantile polivalente. L’anno successivo arriva una seconda concessione: oltre 14mila metri quadrati nell’area della stazione di Vibo Marina, con annesso deposito-capannone.






