Prosegue l’inchiesta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia sui presunti illeciti legati ai crediti d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno. Nella giornata di oggi i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di una misura cautelare interdittiva, emessa dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, nei confronti di una società riconducibile all’imprenditore e commercialista Domenico Fraone, 55 anni, ex consigliere provinciale di Vibo Valentia e residente a Filadelfia. Secondo l’ipotesi accusatoria, la società sarebbe coinvolta nell’illecito amministrativo dipendente dal reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche mediante l’utilizzo di crediti d’imposta ritenuti inesistenti.

Il nuovo provvedimento dopo il maxi sequestro

La misura eseguita oggi rappresenta un ulteriore sviluppo dell’indagine che, il 2 luglio scorso, aveva portato al sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni per complessivi 8.519.513,89 euro nei confronti di Fraone e delle società da lui amministrate. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Vibo Valentia e sviluppata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria con il supporto del Gruppo della Guardia di Finanza, ruota attorno alla presunta indebita fruizione del Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, l’agevolazione fiscale destinata alle imprese che realizzano nuovi investimenti produttivi nelle regioni meridionali. Secondo gli investigatori, l’imprenditore avrebbe operato attraverso la ditta individuale e due altre società a lui riconducibili attestando falsamente la realizzazione di ingenti investimenti per ottenere crediti d’imposta milionari, successivamente utilizzati anche in compensazione di debiti tributari.